Tiroide malata per un terzo italiani, 11 tumori stanati da test gratis

Redazione DottNet | 11/12/2008 15:12

Undici casi di cancro asintomatico alla tiroide scoperti; quasi 2 mila alterazioni diagnosticate, in particolare gozzo e noduli. E' il bilancio della Settimana nazionale della tiroide 2008, la campagna di screening gratuito che nel maggio scorso ha coinvolto 100 ospedali in tutta Italia. Un'iniziativa promossa dal Club delle Uec (l'associazione delle Unità di endocrinologia italiane) e dagli endocrinologi dell'Ait (Associazione italiana della tiroide), con i patrocini di ministero del Welfare, Simg (Società italiana di medicina generale) e Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Oltre 5 mila visite in tutto e più di 3 mila telefonate al giorno al numero verde dedicato, rimasto attivo per due settimane raccogliendo 40 mila chiamate. Risultato: un terzo dei connazionali ha un'alterazione alla tiroide, spesso senza saperlo. "Grazie a questa campagna è stato possibile formulare una diagnosi precoce sui diversi disturbi alla ghiandola - spiega Paolo Miccoli, prorettore dell'università di Pisa, presentando i risultati in un incontro nella città toscana - e in particolare sulla natura di eventuali noduli tiroidei, allo scopo di selezionare quelli da sottoporre a terapia medica o chirurgica".

Il 30% dei pazienti visitati presentava alterazioni tiroidee che non sapeva di avere. Soprattutto gozzo (nel 12% delle visite), ma anche noduli (in più del 7%). In oltre la metà dei casi (53%) sono stati prescritti ulteriori approfondimenti diagnostici, in particolare ecografie (17%) ed esami degli ormoni tiroidei (13%). Quasi una persona visitata su 5 è stata avviata a terapia farmacologica, e in oltre l'8% dei casi sarà necessario operare. Accanto agli 11 tumori, sono stati scoperti anche 7 noduli sospetti. Tra chi ha prenotato il controllo gratuito, più dell'80% è donna a conferma che le patologie tiroidee sono prevalentemente 'rosa'. Inoltre, in base ai questionari compilati dagli esperti durante le visite, una persona su tre non si era mai fatta controllare la tiroide; più del 50% ha approfittato della campagna per un controllo di routine e una su 10 ha deciso di sottoporsi al check-up perché ha parenti con malattie tiroidee. Notoriamente ereditarie, ricorda una nota.
Complessivamente, le malattie della tiroide interessano circa 7 milioni di italiani, di cui 6 milioni si ammalano di gozzo. Il tumore alla ghiandola tiroidea riguarda 9 mila connazionali l'anno, e la categoria più colpita sono le donne in età fertile: tra i 25 e i 50 anni. Ogni anno nel nostro Paese si eseguono circa 40 mila interventi chirurgici alla tiroide - continua il comunicato - e circa 3 mila vengono effettuati proprio all'ospedale di Pisa, ritenuto centro di riferimento internazionale.
Proprio il dipartimento di Chirurgia generale dell'università di Pisa, diretto da Miccoli, ha messo a punto una nuova tecnica mininvasiva di intervento chirurgico per l'asportazione della tiroide. Battezzata Mivat (Minimally-invasive video-assisted thyroidectomy), la metodica è rapida e poco dolorosa, dura circa 40 minuti e si può eseguire in anestesia locale. Rispetto alla tecnica tradizionale, che prevede un'incisione di 4-5 centimetri specie quando il nodulo è particolarmente grosso, offre un risultato estetico migliore. L'intervento non comporta cicatrici né punti di sutura; subito dopo il paziente può alzarsi e mangiare, e viene dimesso in media nell'arco di 24 ore. "Attraverso un'incisione di 15-20 millimetri alla base del collo - afferma Miccoli - si introducono gli strumenti operatori e una telecamera a fibre ottiche di 5 millimetri di diametro". Una procedura chirurgica soft e soprattutto 'salva-voce', perché "consente di visualizzare al meglio le strutture anatomiche come i nervi ricorrenti, responsabili della motilità delle corde vocali", nonché "le paratiroidi che regolano il metabolismo del calcio", conclude.

 

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