Consiglio di Stato, sì alla Cig per gli studi professionali

Professione | Redazione DottNet | 31/03/2015 17:11

Riammessa la possibilità per i dipendenti degli studi dei liberi professionisti di accedere alle misure di sostegno al reddito (la Cassa integrazione in deroga).

A stabilirlo il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso in tal senso, presentato da Confprofessioni, il maggior sindacato delle varie categorie che, in una nota, fa sapere che "con l'ordinanza n. 1108 depositata l'11 marzo scorso, la sesta sezione del Consiglio di Stato ha accolto l'appello" sospendendo l'esecuzione dell'ordinanza del Tar Lazio "che aveva confermato l'esclusione dei dipendenti degli studi professionali dalla Cig in deroga, contenuta nel decreto ministeriale del primo agosto 2014". I giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto "convincenti" le argomentazioni dell'organismo guidato da Gaetano Stella, "soprattutto con riguardo alle disposizioni contenute del decreto interministeriale del primo agosto 2014, nella parte in cui esclude gli studi professionali dal trattamento di Cig in deroga", sottolineando la "discriminazione operata nei confronti della categoria dei liberi professionisti e del personale che lavora presso di loro, tenuto conto dei vincoli comunitari in materia di definizione di impresa".

 

 

Stella annuncia che "chiederemo al ministero del Lavoro di dare esecuzione all'ordinanza del Consiglio di Stato e di cancellare la discriminazione dei liberi professionisti rispetto al beneficio della cassa in deroga, per salvaguardare i livelli occupazionali degli studi". Ancor più rilevante, secondo il numero uno della Confederazione, "l'accento posto dai giudici sulla definizione comunitaria di impresa che supera l'articolo 2082 del codice civile e che, in prospettiva, apre la strada delle risorse comunitarie anche agli studi professionali".

 

 

Fonte: confprofessioni

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