Mnlf attacca Federfarma: chiediamo un confronto pubblico

Redazione DottNet | 08/04/2015 12:47

Il Movimento nazionale liberi farmacisti scende in campo contro Federfarma, chiedendo un confronto pubblico tra le parti.

La pietra della discordia è stata la trasmissione Porta a Porta dove Annarosa Racca ha esposto le ragioni contro la liberalizzazione del farmaco. “Mentre la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato – si legge in una nota del Movimento - ha approvato a maggioranza la proposta della relatrice Pezzopane (PD) di dichiarare compatibili con il mandato parlamentare le cariche ricoperte in ordini professionali, rivestite dai senatori D’Amborsio Lettieri e Mandelli perché gli stessi ricoprirebbero una carica d'indirizzo politico- amministrativo e non gestionale, quasi alla stessa ora andava in onda a Porta a Porta la consueta operazione di mistificazione del Presidente di Federfarma avverso qualsiasi seria norma di liberalizzazione del settore della distribuzione del farmaco”.

 

Secondo il sindacato, la "litania" è sempre la stessa e recitata male e annovera tra le argomentazioni la possibile chiusura di una moltitudine di farmacie, i rischi per la salute pubblica e l'inutilità di ulteriori operazioni di liberalizzazioni perché prossima l'apertura di circa 3000 farmacie. “Tutte argomentazioni fasulle, prive di fondamento e ampiamente sconfessate dai dati oggettivi – dicono al Movimento -. Le poche (per fortuna) farmacie che chiudono lo debbono all'insipienza dei propri titolari e non alla crisi economica, i rischi per la salute non esistono perché è il farmacista e non la farmacia il garante della sicurezza della dispensazione dei farmaci e le 3000 farmacie di prossima apertura non esistono nella realtà, ma solo nei sogni del Presidente Racca visto e considerato che alla fine del percorso del concorso straordinario sarà un successo se ne apriranno tra 1000 e 1500, ovvero meno del 10% di quelle attualmente esistenti. Questo perché molte sedi sono state istituite, grazie al potere dei titolari di farmacia a livello regionale e comunale, in zone a bassissimo reddito e quindi non verranno mai aperte”. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Confederazione Unitaria Libere Parafarmacie Italiane chiede un confronto pubblico.

 

 

Fonte: mnfl

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