Via libera al Ddl concorrenza: le norme per le farmacie

Redazione DottNet | 09/04/2015 17:48

È in arrivo il decreto di legge Guidi sulla concorrenza con i provvedimenti che riguardano le farmacie. Manca solo la firma del Presidente della Repubblica e poi verrà incardinato in Parlamento probabilmente entro la fine della prossima settimana. Il documento, lungo 91 pagine, ci ha messo 48 giorni per vedere la sua stesura definitiva.

Il motivo di questa lunga attesa lo spiega il Ministero dello Sviluppo Economico, facendo riferimento alla complessità della materia e ai vari settori che il decreto va a toccare molti comparti, oltre alle farmacie: dalle assicurazioni, alle banche, dalle Poste all’energia, alle professioni di notai e avvocati. Anche se il motivo più ovvio di questo lungo ritardo pare più attribuibile al disaccordo tra le diverse parti interessate e dunque alla difficoltà di trovare un equilibrio tra gli interessi contrastanti.


Tuttavia il consiglio dei ministri ha confermato di non mettere nel disegno di legge sulla concorrenza la possibilità di vendere medicinali di fascia C nelle parafarmacie o nei corner dei supermercati. Ma il Parlamento può migliorare il testo, come sottoline il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi  Il ministro si è detta a titolo personale a favore della possibilità di estendere la vendita di questo tipo di medicinali, per cui è comunque necessaria la ricetta medica fuori dalle farmacie. "Qual è la differenza fra un farmacista che, con una stessa laurea di uno che lavora in una farmacia, vende dietro presentazione di una ricetta  medica un medicinale in una parafarmacia? Personalmente faccio fatica a vederla", ha detto Guidi. Il ministro ha ricordato che nel ddl per quanto riguarda le farmacie, è prevista l’abolizione del tetto delle quattro licenze e l’apertura ai soci nelle società di capitali
 

Per la sanità un unico articolo, il numero 32, nel testo finale, che prevede l’abolizione del limite di 4 licenze attualmente previsto in capo ad un identico soggetto del settore delle farmacie, “in modo da consentire – si legge nella relazione – economie di scala tali da condurre all’abbassamento dei costi per il consumatore”. Nello stesso articolo si prevede poi l’ingresso di soci di capitale nella titolarità dell’esercizio della farmacia detenuta da un privato. Eliminato, infine, anche l’obbligo che prevede che a dirigere la farmacia sia un farmacista socio.
 
 

Ecco l’articolo 32 del dd

 

1. All’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, sono apportate le seguenti modificazioni:
 
a) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Sono titolari dell’esercizio della farmacia privata le persone fisiche, in conformità alle disposizioni vigenti, le società di persone, le società di capitali e le società cooperative a responsabilità limitata.»;
 
b) al comma 2, il secondo periodo è soppresso;
 
c) al comma 3 le parole «ad uno dei soci» sono sostituite dalle seguenti «a un farmacista in possesso del requisito dell'idoneità previsto dall'articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475 e successive modificazioni»;
 
d) il comma 4-bis è abrogato.