Def 2015, confermati i tagli alla sanità. Così il Patto per la salute

Redazione DottNet | 10/04/2015 18:05

Il Def, il Documento di economia e finanza per il 2015, è pronto. Ampio spazio è dato alla Sanità dove sono stati confermati i tagli per 2,3 miliardi a decorrere dal 2015. Si riduce così il fondo sanitario che passa dai 112,062 miliardi del Patto siglato a luglio scorso ai 109,7 del Def per il 2015. Ridotto anche quello del 2016 che passa da 115,444 miliardi del Patto ai 113,1 del Def. Ecco tutte le novità che riguardano il sistema sanitario nazionale.  

Il Def (clicca qui per scaricare il documento completo) riserva ampi spazi alla sanità: per quanto riguarda la spesa, la previsione include la manovra di contenimento a carico delle regioni19 prevista nella Legge di Stabilità 2015 per un importo pari a 2.352 mln a decorrere dal 2015. Inoltre, sconta quanto previsto dalla normativa vigente relativamente alla dinamica delle retribuzioni e alla disciplina dell’indennità di vacanza contrattuale20. Relativamente alla spesa per sussidi per disoccupazione, la previsione tiene conto della destinazione di risorse aggiuntive per il finanziamento delle misure previste dalla attuazione delle deleghe del cosiddetto Jobs Act21, con relativo potenziamento strutturale, rispetto a quanto già previsto precedentemente22, delle prestazioni relative agli ammortizzatori sociali, nonché del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga. Infine, per quanto riguarda le spese per il finanziamento del sistema scolastico e relativamente al costo del personale, oltre alla normativa vigente in materia di contenimento delle dinamiche retributive, la previsione tiene conto dello stanziamento previsto con la Legge di Stabilità per il 2015 finalizzato prioritariamente alla realizzazione di un piano straordinario di assunzioni (Fondo “la buona scuola”).

 

La proiezione della spesa sanitaria viene effettuata sulla base della metodologia del reference scenario la quale recepisce, oltre agli effetti derivanti dall’invecchiamento demografico, anche gli effetti indotti da ulteriori fattori esplicativi in grado di incidere significativamente sulla dinamica della spesa sanitaria. Ne risulta che, dopo una fase iniziale di riduzione per effetto delle misure di contenimento della dinamica della spesa, e segnatamente in relazione alla manovra prevista in Legge di Stabilità con effetti a decorrere dall’anno 2015, la previsione del rapporto fra spesa sanitaria e PIL presenta un profilo crescente solo a partire dal 2020 e si attesta attorno al 7,6 per cento circa nell’ultimo decennio del periodo di previsione

 

La componente socio-assistenziale della spesa pubblica per l’assistenza a lungo termine agli anziani e disabili24 presenta un profilo crescente in termini di PIL che si protrae per l’intero periodo di previsione, attestandosi all’1,6 per cento nel 2060.

 

In ambito sanitario nel periodo 2015-2018 sono stanziati 1,8 miliardi (con un effetto in termini di indebitamento netto pari a circa 1,4 miliardi nel periodo) per il finanziamento di interventi di edilizia sanitaria pubblica. Si prevede altresì un contributo in favore delle regioni per l’erogazione di indennizzi in favore di soggetti danneggiati da emotrasfusioni (0,7 miliardi nel periodo 2015-2018) e si stanzia un apposito fondo per il rimborso delle spese sostenute dalle regioni per l’acquisto di farmaci innovativi (0,1 miliardi nel solo anno 2015).

 

Il Patto per la Salute si basa sulla partecipazione dei soggetti istituzionali (Stato e regioni) coinvolti nel governo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) alla definizione della sua cornice finanziaria e regolatoria. A partire dall’anno 2000, infatti, la sede di definizione del sistema di governance del settore sanitario è stata individuata nelle intese Stato-regioni. Attraverso tali intese, aventi, di norma, un orizzonte temporale triennale, viene definito l’ammontare delle risorse da destinare al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale al fine di garantire alle regioni le risorse necessarie alla programmazione di medio periodo e sono fissate le regole di governo del settore e le modalità di verifica delle stesse. Il 10 luglio 2014 è stata sancita l’Intesa tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano per il triennio 2014-2016. Il livello del finanziamento del SSN cui concorre lo Stato è stato fissato in 112,1 miliardi nel 2015 e 115,4 miliardi nel 2016, prevedendo la possibilità di rideterminazione dello stesso in funzione di sopravvenute esigenze di finanza pubblica.

 

Unitamente agli aspetti finanziari, con il Patto della Salute 2014-2016 sono stati affrontati anche aspetti relativi all’organizzazione e alla regolamentazione del SSN. È stata programmata la revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e del prontuario farmaceutico, al fine di procedere all’aggiornamento delle prestazioni e dei famaci erogati dal SSN. Inoltre è stata programmata la revisione del sistema di compartecipazione del cittadino al finanziamento delle prestazioni sanitarie, attraverso l’introduzione di nuovi criteri che, a parità di gettito complessivo, tengano conto della condizione economica e della composizione del nucleo familiare.

 

Di particolare rilievo è la imminente formalizzazione del Regolamento di definizione di standard qualitativi e strutturali dell’assistenza ospedaliera, nonché la fissazione dei criteri organizzativi per l’assistenza riabilitativa, per l’assistenza sanitaria di base e per l’assistenza socio sanitaria, con particolare riferimento alla non autosufficienza.

Il contenuto del Patto per la Salute è stato recepito e introdotto nella legislazione dalla Legge di Stabilità 2015. In relazione a quanto disposto dalla Legge di Stabilità 2015 in merito al contributo delle regioni alla manovra di finanza pubblica (pari a circa 3,5 miliardi) il 26 febbraio 2015 è stata siglata un’intesa fra Stato e regioni, con la quale sono stati definiti gli importi e gli ambiti di spesa della complessiva manovra a carico delle regioni. A seguito di tale intesa, l’onere della manovra a carico del Servizio Sanitario Nazionale è stato fissato in circa 2,4 miliardi a decorrere dal 2015, con conseguente riduzione di pari importo del livello di finanziamento del SSN, rideterminato in 109,7 miliardi per il 2015 e 113,1 miliardi per il 2016.

 

Per quanto riguarda la spesa farmaceutica, nulla è innovato in materia di tetti di spesa rispetto al livello del finanziamento cui concorre ordinariamente lo Stato: il tetto della spesa farmaceutica territoriale è fissato all’11,35 per cento, mentre quello della spesa farmaceutica ospedaliera è fissato al 3,5 per cento, del Fondo sanitario nazionale per i prodotti farmaceutici forniti alle farmacie.

 

Il def completo

 

 

 

Fonte: ministero Economia

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