Certificati per il porto d'armi: le responsabilità del medico

Professione | Redazione DottNet | 13/04/2015 22:05

Dal prossimo 4 maggio occorrerà recarsi presso il proprio medico di famiglia per ottenere l'idoneità al porto d'armi. E sarà responsabilità del medico che ha rilasciato il certificato verificare l'integrità mentale del richiedente.

La norma è imposta da una direttiva europea (51/2008) fatta propria dal decreto legislativo 29 settembre 2013. Come di diceva la ratio del provvedimento è di verificare le condizioni mentali di tutti coloro che tengono armi in casa. Il decreto recita che entro 18 mesi i detentori di armi - maggiorenni e senza precedenti penali - devono produrre il certificato medico per il rilascio del nulla osta all'acquisto di armi comuni da fuoco (RD773/31), salvo non ne abbiano già uno valido (sei anni è la validità del porto d'armi).

 

 L'iter non cambia, sia per chi ha la licenza di detenzione di armi in casa sia per chi ha il vero e proprio porto d’armi a propria difesa. La norma è valida anche per coloro che posseggono le armi bianche “proprie”, come i pugnali. Come per chi ha il porto d’armi, occorrerà il certificato anamnestico del medico di famiglia, ovvero l'attestazione di fatti conosciuti dal medico stesso cosa ben diversa dall'anamnesi che riguarda ciò che afferma il paziente sulla propria salute. Appare dunque evidente che ciò che dichiara il medico è un certificato dal quale possono emergere profili di colpa professionale se non viene chiaramente indicata un'infermità correlata all'uso delle armi. L'articolo 3 del Dm 28 aprile 1998 suggerisce l'esecuzione di ulteriori specifici accertamenti laddove il medico ritenga utile precisare il quadro clinico prima di compilare il documento richiesto, una condotta che appare decisamente prudenziale ma proprio per questo consigliabile viste le responsabilità in capo al professionista.


 

L'altro passaggio è per il nullaosta rilasciato dal medico dell'Asl o dei corpi militari dello Stato su modello ministeriale: va chiesto entro 3 mesi dalla data del certificato anamnestico del Mmg e per ottenere il documento in Questura deve risultare che il richiedente non è affetto da malattie mentali o vizi che ne diminuiscono, anche temporaneamente, la capacità di intendere e volere. Chi, scaduta la licenza, non si fa visitare, dopo il 4 maggio riceverà una diffida dal questore ma potrà presentare il certificato nei 30 giorni successivi al ricevimento della diffida.

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