Medici di famiglia, siglate le linee guide per la convenzione

Medicina Generale | Redazione DottNet | 16/04/2015 18:31

“Nel rinnovo del contratto nazionale dei medici convenzionati saranno contenute in modo forte le linee guida volute dalle Regioni sull’assistenza territoriale, che oggi a Roma abbiamo siglato: si va dunque verso la strada di ridurre l’ospedalizzazione sostenendo un nuovo modello di cura, al quale in Piemonte lavoriamo da tempo e che abbiamo presentato proprio in questi giorni”. Il commento arriva dall'assessore alla sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta che ha partecipato ai lavori con gli altri rappresentanti delle Regioni.

Ieri è stata siglata l’intesa con le Regioni con la consegna alla Sisac (la struttura interregionale sanitari convenzionati) di tutti gli accordi da inserire nel rinnovo del contratto della medicina convenzionata: saranno privilegiate in modo forte le aggregazioni dei medici di famiglia e pediatri che garantiranno aperture e servizi ampi ai pazienti - spiega Saitta - e le Regioni potranno sostenere il processo di sviluppo della rete di assistenza territoriale destinando le risorse che si libereranno con le riorganizzazioni in atto. In pratica potremo aiutare la nascita delle Aft e Uccp assegnando sedi, strutture, anche personale infermieristico: vogliamo che i pazienti trovino sul territorio le risposte che oggi tutti chiedono solo al pronto soccorso”.


 

Ora Sisac avvierà la trattativa con la categoria dei medici di medicina convenzionata: “in Piemonte il confronto con i rappresentanti sindacali dei medici di famiglia e pediatri comincerà presto - dice Saitta -  e  già il prossimo 23 aprile li incontreremo per illustrare il progetto di rete di assistenza territoriale: il loro coinvolgimento è indispensabile". In Piemonte i medici di famiglia convenzionati compresi i pediatri sono circa 3.350. L’assessore Saitta precisa anche che il confronto sarà aperto anche con i Comuni, le associazioni e “tutte le categorie professionali interessate: è evidente che gli infermieri sono necessari quanto i medici” sottolinea rispondendo a quanti si sono sentiti poco coinvolti finora.

 

fonte: stato-regioni

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