Papilloma virus, la Campania indietro nella prevenzione

Infettivologia | Redazione DottNet | 16/04/2015 18:39

In Campania c'è scarsa prevenzione rispetto al papilloma virus (Hpv). A lanciare l'allarme è la Federazione Italiana Medici Pediatri di Napoli che denuncia come in Campania persista "una vera e propria resistenza culturale" rispetto alle vaccinazioni contro l'Hpv che in Italia è "consigliata e offerta gratuitamente alle ragazze entro il 12esimo anno di età".

La Federazione parla di "vero e proprio fallimento" della prevenzione. "La vaccinazione per l'Hpv - spiega il segretario provinciale Antonio D'Avino - si è dimostrata molto efficace nel prevenire nelle donne il carcinoma della cervice uterina soprattutto se effettuata prima dell'inizio dell'attività sessuale perché - aggiunge - induce una protezione maggiore prima di un eventuale contagio con il virus Hpv". All'origine del gap ci sono - secondo quanto spiegato - "una serie infinita di pregiudizi difficili da spazzare via".

 

 

Secondo l'esponente della Federazione, "i genitori sono meno propensi a vaccinare i propri figli per il timore degli effetti collaterali che ipotizzano essere associati ai vaccini. Se continuiamo così - conclude D'Avino - tra una decina d'anni la nostra regione sarà in netta controtendenza non solo rispetto alle realtà del Nord, ma anche rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno. E questo, oltre ad avere gravi ricadute in termini di sanità pubblica, porterà a costi altissimi per l'intero sistema sanitario regionale". In Italia il carcinoma della cervice uterina è il secondo tumore più diffuso nelle donne e colpisce ogni anno circa 3.500 donne e causa 1.000 decessi.

 

 

Fonte: fimp

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