Nutraceutica: i numeri di un successo. Opportunità per le farmacie

Redazione DottNet | 18/04/2015 16:55

Il futuro della farmacia corre sul filo della nutraceutica: è un settore in continua crescita ma che offre anche notevoli opportunità nel campo della consulenza professionale.

Di nutraceutica se n'è parlato in occasione della tavola rotonda organizzata venerdì scorso dall’Asis (Associazione studi industria della salute) per fare il punto su questi prodotti, che da anni richiamano un numero sempre più ampio di consumatori. I numeri arrivano da Sergio Liberatore, general manager di Ims Health: la nutraceutica vale oggi il 40% circa del mercato commerciale, che totalizza poco meno di 10 miliardi di euro, e nel 2014 è cresciuto del 7,9%, un balzo non indifferente se si tiene conto che il comparto della libera vendita è cresciuto nello stesso anno del 4,3%. “Ed è la farmacia il canale di vendita elettivo per questo tipo di prodotti – spiega Liberatore - alcuni dei quali sono veri e propri concorrenti di farmaci del comparto etico, tanto da essere ormai entrati nella penna del medico”.

 

La disciplina nasce proprio in Italia, svela Enzo Grossi, advisor scientifico del Padiglione Italia: “grazie a un articolo pubblicato nel ’77 su una rivista scientifica da Cesare Sirtori, che oggi è presidente della Sinut (Società italiana di nutraceutica, ndr)”. E proprio la Sinut organizzerà il 28 maggio, nella cornice dell’Expo, un workshop scientifico che farà da ponte con il suo congresso nazionale, in programma a Bologna nei due giorni successivi.



Tuttavia l'incoraggiante gradimento e i consumi in crescita devono fare i conti con un quadro regolatorio ancora nebuloso. Come la direttiva europea 1924/2006, “che – come ha spiegato Marco Macchia, presidente dell’Asis – si sforza di mettere un po’ di ordine nei cosiddetti “claims”, ossia gli slogan con cui le aziende produttrici commercializzano i propri prodotti. La direttiva – aggiunge Macchia - sgombra il campo da messaggi ingannevoli e aiuta il farmacista a collocare i nutracetici nella loro corretta dimensione”. A rendere le cose ancora più complesse c'è la burocrazia: l’Efsa (l’Agenzia europea degli alimenti cui la direttiva delega valutazione e approvazione dei claims) ha nei suoi cassetti più di 44mila domande inviate dalle aziende, ma le autorizzazioni finora sono state soltanto 260. E poi devono ancora consolidarsi le sinergie tra produttori e farmacie: “Quello della nutraceutica è senz’altro un mercato interessante – commenta la presidente di Federfarma, Annarosa Racca - ma il farmacista ha bisogno della collaborazione delle aziende per poter comunicare e promuovere correttamente questo tipo di prodotti. Noi già facciamo parecchio, basti vedere il corso di formazione a distanza biennale Farmintegra lanciato assieme ad Aiipa”.

 

 

Fonte: federfarma

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato