In aumento i casi di shock anafilattico negli ospedali

Redazione DottNet | 20/04/2015 14:12

Aumentano i casi di shock anafilattico in persone che si trovano in ospedale a causa della somministrazione dei farmaci, che è attualmente la causa principale di allergia

Nei ricoveri ospedalieri la percentuale di reazioni gravi, incluso l'angioedema, raggiunge lo 0,8/1%:"I trend sono in aumento, negli ultimi dieci anni questi casi si sono triplicati, ma fortunatamente la mortalità è diminuita grazie al corretto uso dell'adrenalina", spiega Massimo Triggiani, docente di Allergologia e Immunologia clinica all'Università degli Studi di Salerno. Il dato e' emerso a Bologna a conclusione del Congresso Nazionale della Siaaic, Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica. Solo il 20% della popolazione allergica italiana porta con sé l'autoiniettante. Una persona su 4 non sa come utilizzare il farmaco. Un europeo su 300 ha avuto nella sua vita un caso di anafilassi: "Lo shock anafilattico è un evento potenzialmente drammatico per chi lo subisce e sicuramente qualcosa che terrorizza. Attualmente i casi da anafilassi da strada, ossia quelli esterni all'ambiente ospedaliero, si aggirano attorno allo 0,05/0,1% della popolazione italiana", prosegue Massimo Triggiani.

 

L'incidenza dello shock anafilattico varia in relazione al tipo di fattori scatenanti e della fascia d'età. Tra le cause maggiormente responsabili in età adulta ci sono punture di api, vespe e calabroni in soggetti allergici al loro veleno, mentre l'allergia alimentare è maggiormente responsabile di shock anafilattico in età pediatrica. Tra le raccomandazioni dei medici a pazienti e operatori sanitari per la gestione dell'emergenza shock anafilattico, "ovunque essa si verifichi è quella di chiamare aiuto presto - sottolinea Chiara Gasperini - quindi, nello specifico chiamare il 118, se si è fuori da un ospedale, oppure attivare il team di emergenza intraospedaliera"

 

fonte: siaac

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