Racca, cancellare la norma sul capitale. Boom di presenze a Cosmofarma

Farmacia | Redazione DottNet | 20/04/2015 15:47

Circa 30mila presenze, con una crescita dell’8% rispetto all’edizione 2014, e più di 900 brand in esposizione. Cosmofarma chiude la XIX edizione con un altro successo che dimostra l'importanza della formula tra convegni, eventi e seminari.

Tre giorni di seminari, workshop e convegni (più di 80) hanno caratterizzato questa edizione della rassegna, ancora più ricca rispetto agli anni precedenti. Tra le conferenze più seguite, senza dubbio quella sul Ddl concorrenza, organizzato da Federfarma sabato mattina nella cornice dell’esposizione bolognese. “Cancellando la liberalizzazione della fascia C con ricetta – ricorda la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, nell’intervento con cui ha aperto i lavori - il Governo ha disatteso le indicazioni dell’Antitrust e ha dimostrato di credere in una farmacia capillarmente distribuita sul territorio. Ora però dobbiamo lavorare perché la norma che apre la titolarità al capitale venga ricondotta nel sistema di norme che regolano il servizio: va recuperato il recinto delle incompatibilità previste dalla legge 362 e vanno riviste le regole in materia di responsabilità professionali”.



Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha partecipato al convegno con un videomessaggio registrato alla vigilia, è al fianco della categoria: “Le farmacie – dice il ministro - sono una infrastruttura del Ssn da potenziare perché contribuiscano al monitoraggio delle terapie e dell’aderenza, non da demolire. Abbiamo detto no alla liberalizzazione della ricetta per questa ragione, e perché per noi il farmaco non va mai sottovalutato”. Quanto all’apertura al capitale, ha concluso Lorenzin “va bene guardare agli altri Paesi e copiare quanto c’è di positivo, ma va assolutamente evitati processi che altrove hanno portato alla proletarizzazione delle professioni, perché sono una risorsa della nostra collettività”. Lo stesso allarme è arrivato da Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, che a Bologna ha proposto una sorta di “alleanza sindacale” tra titolari e medici di famiglia. “Come voi paventate che l’arrivo del capitale porti all’asservimento del farmacista – spiega Milillo - noi dobbiamo fare i conti con tecnocrati regionali che vogliono subordinare il medico all’Asl e al distretto. A questa doppia minaccia possiamo solo rispondere con una progettualità comune da presentare ai tavoli per il rinnovo delle nostre rispettive convenzioni”.

 

Un ampio capitolo del convegno è stato dedicato alla titolarità e al capitale, questioni che andranno affrontate apertamente nell’iter parlamentare del ddl concorrenza. Per Massimo Luciani, ordinario di Diritto costituzionale all’università La Sapienza di Roma: “Le norme ci assicurano un sistema di regole sulle incompatibilità tra vendita del farmaco e altre attività che il disegno di legge rischia di rendere in parte inoperativo e in parte aggirabile, attraverso partecipazioni azionarie a scatole cinesi. In particolare, è certamente auspicabile che alla norma, così com’è uscita dal Consiglio dei ministri, vengano introdotti correttivi diretti a riservare la maggioranza della partecipazione societaria ai farmacisti, porre un limite al numero di farmacie aggregate in catena e fissare paletti precisi alle cosiddette integrazioni verticali, allo scopo di meglio tutelare la salute dei cittadini e non rendere la farmacia un’impresa commerciale come le altre”.

 

La politica con un coro unanime ha assicurato ai farmacisti tutto l'ìappoggio, dalla senatrice Pd Francesca Puglisi (“le farmacie rappresentano una rete che tutela la salute dei cittadini”, a Maurizio Bernardo, deputato di Area Popolare (Ncd-Udc) (“Non ci faremo tirare per la giacca, i farmaci con obbligo di ricetta devono restare in farmacia perché ne va della salute dei cittadini”, fino a Andrea Mandelli, senatore Fi e presidente della Fofi: “Siamo preoccupati per l’asciuttezza della norma sul capitale se pensiamo che il mercato debba essere protagonista della salute non abbiamo capito nulla”.

 

Ed ecco il commento anche sulla manifestazione bolognese: “Questa è stata la Cosmofarma dell’innovazione – dice Duccio Campagnoli, Presidente di BolognaFiere - e della farmacia digitale, così come testimoniano le proposte di 21 nuovi giovani imprenditori presentate nel primo “Startup Village”. La kermesse ha fatto registrare il valore crescente dell’integrazione alimentare per la salute e il benessere, della nutraceutica e cosmeceutica.

 

 

Infine, è stata la Cosmofarma dell’internazionalità con un più 21% di visitatori provenienti dall’estero, “abbiamo rafforzato l’International Buyer Program, uno strumento consolidato nel corso degli anni per facilitare il contatto diretto tra gli espositori e i buyer dei diversi settori, incoraggiando l’incontro tra domanda e offerta del mercato farmaceutico”, conclude Campagnoli. Ma non è tutto: il successo di “DermoCosm Vita Cutis”, conferma l'interesse sulla dermocosmesi organizzato in concomitanza con Cosmofarma; patrocinato da Federfarma e da tutte le nove società della dermatologia.

 

 

Fonte: federfarma

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