Medici contro Regioni, pagheranno i pazienti le prescrizioni improprie

Redazione DottNet | 21/04/2015 20:45

La richiesta delle Regioni di far rispondere i medici delle prescrizioni inappropriate è "un ricatto le cui conseguenze ricadranno sulla spesa dei cittadini". I sindacati medici alzano gli scudi contro l'ipotesi, avanzata durante il confronto fra Governo e Regioni per disegnare i nuovi tagli, che pero' vede gia' contro il ministro della salute Beatrice Lorenzin. E in vista delle difficolta' future cercano una nuova unita' sindacale.

Fimmg, Fimp, Sumai-Assoprof, Cimo e Anaao-Assomed, durante una conferenza stampa congiunta non hanno escluso una protesta se la norma dovesse passare. Nonostante le rassicurazioni da parte del capo del dicastero, la categoria e' netta.  ''Se il medico dovrà rispondere con il proprio patrimonio di prestazioni che un tecnocrate regionale potrà definire inappropriate finirà per farle pagare ai cittadini - ha spiegato Giacomo Milillo, presidente della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) - credo che potremo pensare ad azioni comuni, non abbiamo pianificato ma saremo presenti, esprimendo il nostro pensiero, soprattutto nelle Regioni in cui si voterà''. Le sigle riunite rappresentano 180mila medici. Gli assessori pensano di scaricare le responsabilità sulle spalle dei professionisti, mi sembra un tentativo tragicomico di controllo delle prestazioni attraverso il professionista con logiche intimidatorie''. La ricetta per una maggiore appropriatezza, hanno sottolineato i sindacati, implica un patto con i professionisti. "La politica da anni produce sprechi a tutti i livelli e scarica sulla sanità - ha affermato Roberto Lala, segretario Sumai - siamo ormai alla morte del diritto alla salute dei cittadini''.

 

"La misura è stata già bocciata dal ministro Lorenzin. Come pediatria non possiamo che essere molto preoccupati - ha spiegato Paolo Biasci della Federazione medici pediatri -. Vorremmo vedere un intervento più ampio del governo''. ''I nuovi tagli in arrivo per la sanità sono una scelta 'sciagurata' delle Regioni che andrà a discapito dei malati'', rincarano un altro gruppo di sindacati (AIPaC - CISL MEDICI - FASSID - FP CGIL MEDICI - SNAMI - SMI - SIMeT - SNR - UIL FPL), che sottolineano pero' come sia necessaria una 'difesa unitaria' della sanità pubblica. ''Dopo 30 miliardi di tagli, dopo sei anni senza contratti e convenzioni - affermano assieme - dopo le promesse non mantenute di una legge sulla responsabilità professionale, siamo arrivati al punto più drammatico di attacco alla sanità pubblica, ai medici ed agli operatori sanitari.  Crediamo pertanto che siano sbagliate le scelte solitarie di rivendicazione di una parte dei sindacati medici e che vi sia la necessità della più ampia unità possibile di chi crede nella sanità pubblica''.

 

fonte: intersindacale