L’impiego del pioglitazone nella fibrillazione atriale persistente

Medical Information Dottnet | 23/04/2015 11:16

Un recente studio mostra l’efficacia del pioglitazone nella fibrillazione atriale persistente in pazienti affetti da diabete mellito.

Lo studio prospettico, randomizzato e in doppio-cieco, è stato condotto per valutare gli effetti del trattamento con pioglitazone nella progressione della fibrillazione atriale persistente (AF) a fibrillazione atriale permanente in pazienti affetti da diabete mellito (DM) e per indagare i possibili meccanismi coinvolti.

Sono stati inclusi nello studio 146 pazienti affetti da diabete mellito (DM) con AF persistente. Settanta pazienti sono stati assegnati casualmente al gruppo in trattamento con pioglitazone (30mg/die) e 76 pazienti al gruppo in somministrazione con placebo. Sono stati determinati i livelli del peptide carbossi terminale del pro-collagene di tipo II (PICP), dei prodotti finali della glicazione avanzata (AGEs) e dell’angiotensina II ed è stato misurato il diametro atriale sinistro (diametro LA) alla prima manifestazione di fibrillazione atriale persistente, a 6 e a 14 mesi di follow-up. E’ stato registrato il time point di identificazione della AF permanente e l'incidenza dell’AF permanente nei pazienti.

I risultati ottenuti hanno dimostrato che 37 (il 49%) dei 76 pazienti del gruppo placebo e 21 (il 30%) dei 70 pazienti nel gruppo in trattamento con pioglitazone è passato ad AF permanente (P=0.028). Non sono state riscontrate differenze significative durante il follow-up (20.5±3,97 mesi per il gruppo pioglitazone rispetto a 20.9±4.14 mesi per il gruppo placebo) tra i due gruppi (P=0.535). Nel gruppo trattato con pioglitazone, non è stato trovato nessun cambiamento significativo nei livelli di angiotensina II. Il livello PICP non è cambiato in modo significativo a 6 mesi di follow-up, ma è diminuito in modo significativo a 14 mesi di follow-up (P=0.032). Il livello di AGEs (P=0,037 a 6 mesi di follow-up, P<0.035 a 14 mesi di follow-up) è risultato significativamente più basso sia a 6 che a 14 mesi di follow-up.

In conclusione, i dati hanno evidenziato che il trattamento con pioglitazone, abbassando il livello di PICP, può diminuire l'incidenza della fibrillazione atriale permanente nei pazienti diabetici con fibrillazione atriale persistente. Questo effetto può essere correlato all’effetto inibitorio del pioglitazione sui livelli di AGEs. Lo studio ha evidenziato il ruolo del pioglitazione nella prevenzione della fibrillazione atriale e le potenzialità del farmaco nel migliorare la gestione dei pazienti diabetici con fibrillazione atriale persistente.

Riferimenti bibliografici:

Liu B, Wang J, Wang G. Beneficial effects of pioglitazone on retardation of persistent atrial fibrillation progression in diabetes mellitus patients. Int Heart J.2014;55(6):499-505