Intesa Stato-regioni: incontro questa settimana

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 24/04/2015 15:32

Slitta a questa settimana l’intesa tra Stato e Regioni sui tagli al Fondo sanitario 2015. Impegni parlamentari del Governo hanno fatto saltare l’incontro di giovedì scorso con i presidenti regionali

Secondo i maligni il nuovo rinvio servirebbe solo nascondere l’assenza di passi avanti nella trattativa sui tagli di spesa. Ipotesi smentita dal presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, che all’uscita dalla riunione con gli altri governatori ha rassicurato: «C'è un lavoro comune, mi risulta che siamo vicini al traguardo». Resta però il fatto che, rispetto alla settimana scorsa, le distanze non sembrano ridursi. O non sembrano ridursi abbastanza, perché sulla responsabilità patrimoniale dei medici le Regioni parrebbero disposte a qualche concessione. Sul farmaco invece permane il muro contro muro: mercoledì, al convegno sui falsi miti, il ministro Lorenzin ha riconfermato il suo no secco alla richiesta dei governatori di riportare il fondo per gli innovativi nella spesa territoriale, con tetto e payback a carico delle aziende. Le Regioni, dal canto loro, hanno ribaditoche sugli “assimilabili” non ci può essere compartecipazione a carico degli assistiti ma soltanto “cut-off”: il produttore che non abbassa il prezzo alla quota di rimborso va in fascia C.

 Intanto  una delegazione delle Regioni - composta dal presidente del Molise, Paolo Di Laura Frattura, dagli assessori Luigi Marroni (Toscana), Flavia Franconi (Basilicata) e Lucia Borsellino (Sicilia) e da Massimo Garavaglia (Lombardia), coordinatore della commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni – è stata ascoltata dalla commissione Igiene e sanità del Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Ssn. E giocoforza si è tornato a parlare di tagli: esclusa la Sanità, ha ricordato Garavaglia, i bilanci dei governi locali muovono circa 20 miliardi; inevitabile, quindi, spalmare sul Ssn una parte dei 5,3 miliardi di risparmi chiesti alle Regioni dalla Legge di Stabilità. Risultato, il rapporto tra spesa sanitaria e Pil tornerà a crescere solo a partire dal 2020. Per il toscano Marroni, invece, bisognerebbe ragionare su nuovi modelli di negoziazione dei prezzi farmaceutici, magari «valutando il rapporto fra quantità e ciclo completo di cura».

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