Aifa, a carico dell'Ssn i farmaci con ciclosporina. Zaia esulta

Redazione DottNet | 25/04/2015 15:44

L'Aifa, Agenzia italiana del farmaco, a seguito di un parere formulato dalla propria Commissione Tecnico Scientifica(Cts), ha deciso di mantenere tutti i medicinali a base di ciclosporina (un immunosoppressore usato in particolare da chi ha subito un trapianto), nella lista di trasparenza, ossia nell'elenco dei farmaci equivalenti con i relativi prezzi di riferimento rimborsati al cittadino dal Servizio Sanitario Nazionale.

A comunicare la decisione in una nota la stessa Agenzia italiana del farmaco. L'Aifa ''ha contemporaneamente disposto che il costo rimborsato dal SSN dei farmaci distribuiti in convenzione presso le farmacie territoriali coincida con il prezzo al pubblico del medicinale prescritto''. Questa disposizione, che avrà valore per un periodo di sei mesi fino al 15 ottobre 2015, è motivata dal fatto che la CTS ritiene che tutti i farmaci contenenti ciclosporina abbiano pari valore terapeutico ed ha l'obiettivo di evitare di far ricadere sui pazienti l'aggravio economico dovuto alla differenza di prezzo tra farmaco "branded" e il suo equivalente.

L'Aifa inoltre si impegna a ricevere in audizione in seno alla CTS sia il Direttore del Centro Nazionale Trapianti sia eventuali associazioni scientifiche e di pazienti, le ditte produttrici di ciclosporina e i rappresentanti della Conferenza Stato-Regioni per chiarire le motivazioni della decisione e avanzare una raccomandazione a sostegno dell'utilizzo della ciclosporina equivalente nei pazienti non ancora in trattamento.

"Questa volta abbiamo colto i 'tagliatori' di Renzi con le mani nelle tasche della gente e una sana bacchettata sulle dita li ha costretti alla ritirata". Così il governatore veneto Luca Zaia commenta - dopo la denuncia della Regione - la decisione dell'Aifa.

"Per i circa 3.000 trapiantati in terapia in Veneto - ha aggiunto Zaia - significa non dover tirare fuori una cifra complessiva attorno ai 250 mila euro l'anno. Un vero e proprio salasso, un insulto a chi è stato malato così gravemente da dover subire un trapianto, che la Regione non avrebbe comunque permesso, perché eravamo pronti a farci carico noi dell'intero costo".

"Questo è solo l'inizio - conclude - perché analizziamo ogni giorno al microscopio ogni parola di ogni atto nazionale in materia di sanità. Se in giro ci sono altre assurdità come questa, le eliminino spontaneamente perché se no, prima o poi, li becchiamo noi".

 

fonte: aifa

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