Snami: perché non aderiamo allo sciopero della Fimmg. Smi: è inutile

Redazione DottNet | 27/04/2015 21:16

Lo Snami scende in campo e spiega perché non aderisce allo sciopero della Fimmg indetto per il prossimo 19 maggio. Il sindacato, guidato da Angelo Testa, chiarisce anche quali sono le richieste e le proposte da avanzare per il rinnovo della convenzione.

La Fimmg ha proclamato lo sciopero per il 19 maggio. Voi dello Snami cosa fate ?

 

 

Abbiamo due ordini di motivazioni per pensare che questo “presunto” sciopero sia una vera sciocchezza. Primo, perché non si sciopera per mandare avanti un contratto che sarà in netta perdita per i Medici e, provocatoriamente, abbiamo sostenuto che, caso mai, bisognerebbe scioperare per mantenere questa convenzione. Sarebbe ovvio che si protestasse per ottenere qualcosa e non per perdere qualcosa. Secondo, perché scioperare significa tutt’altra cosa rispetto ai vincoli dell’attuale codice di autoregolamentazione dello sciopero stesso. E’ la stessa differenza che si avrebbe in un duello sostituendo una sciabola di metallo con una di cartone leggero.

 

Chi ha voluto questo codice di autoregolamentazione è perché lo considerate così negativamente?

 

 

Lo ha voluto un altro sindacato. Più volte abbiamo tentato di apporre delle modifiche sostanziali, rivolgendoci al garante e agli organi competenti, ma abbiamo “inspiegabilmente” sempre trovato degli ostacoli. Le attuali regole portano ad un NON SCIOPERO e consideriamo l’attuale codice di regolamentazione come una sorta di “manualetto della DESISTENZA e dell’autocastrazione”. I Medici di assistenza primaria che scioperano devono comunque garantire le visite domiciliari urgenti, le visite in assistenza programmata a pazienti terminali, le prestazioni di assistenza domiciliare integrata (ADI) e le ulteriori prestazioni definite nell’ambito degli Accordi regionali. I Medici di continuità assistenziale e di emergenza sanitaria devono garantire le prestazioni indispensabili secondo quanto previsto dal comma 4 dell’art. 31 ACN vigente. Vorrebbe dire, soprattutto in periferia, recarsi sul posto di lavoro e lavorare quasi ordinariamente facendo un grosso regalo alla parte pubblica che ci farà la trattenuta per un lavoro regolarmente svolto. Inoltre, dopo uno sciopero fatto così, per giunta con l’obiettivo di peggiorare il nostro lavoro e ridurre i nostri introiti, avremo gli ambulatori intasati.

 

Allora lo Snami non sciopererà?

 

 

No, perché non condividiamo le motivazioni di questo sciopero e perché i vincoli attuali, non voluti da noi ma di chi oggi dice di voler scioperare, sono inaccettabili per non dire ridicoli. I Medici dello Snami, secondo sindacato della medicina generale, lavoreranno tranquillamente così come molti altri che non sciopereranno per un risultato svantaggioso per la Categoria. Scioperare per riprendere le trattative, vorrebbe dire applicare proprio la legge che altro non è che la realizzazione della regionalizzazione della Sanità ad iporisorse, mettendo le mani in tasca dei Medici.

 

Quali sono le vostre proposte?

 

 

Manderemo una lettera aperta agli altri sindacati perché si possa ragionare insieme sul rimodulare la legge Balduzzi, voluta fortemente da chi oggi dice di voler scioperare, e convochiamo da subito un tavolo congiunto per mandare al macero questo codice di autoregolamentazione dello sciopero per cercare di approvarne, in tempi brevissimi, uno serio che ci permetta di porre in essere vere azioni di protesta. Ma sia chiaro: mai scioperare come in questa circostanza, per perdere qualcosa.

 

 

Ma c'è anche la posizione dello Smi, anch'esso contro lo sciopero Fimmg: Pina Onotri, Segretario generale del Sindacato dei Medici Italiani-Smi, denuncia come “questa sia una scelta che divide i medici, e, forse, anche un bluff: non serve a niente e forse neppure si farà! La Fimmg, infatti, non è nuova a questo tipo di sortite, sembra in stato confusionale, qualche mesa fa aveva già minacciato lo sciopero, poi ha fatto marcia indietro ed è rimasta “agitata”, quindi, ora, ritorna sui suoi passi e riparte nuovamente con lo sciopero, uno strumento che, a questo punto, forse non fa più paura a nessuno, anche a causa di un codice di regolamentazione delle astensioni dal lavoro, che lo rende innocuo. Insomma, la sensazione è che questa sia l’ennesima “trovata” di questa sigla sindacale: una vera e propria “arma di distrazione di massa”, per evitare di fare i conti con il passato e con una lunga lista di decisioni che hanno portato la medicina del territorio in questo vicolo cieco”

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Per Onotri, infatti, “il problema vero è la legge Balduzzi, senza previsione di risorse adeguate, non lo stallo delle trattative con la Sisac. Questa – ricorda, ancora il segretario generale Smi - è una legge fortemente voluta dalla Fimmg sulla spinta delle proposte che ruotavano attorno alla cosiddetta “rifondazione della medicina generale” e che, per essere precisi, vede già assurde applicazioni in Toscana, sempre grazie all’impegno della stessa Fimmg”.
“Altro che fughe in avanti delle regioni, che pur ci sono, altro che sciopero – conclude - è giunto il momento dell’unità, dell’autocritica, e non delle divisioni. Facciamo tutti un passo indietro, per il bene dei medici di medicina generale, da anni senza contratto, strozzati dagli oneri burocratici e dalla pressione fiscale, dalla perdita di potere economico per il blocco degli accordi di lavoro (convenzioni) e per l'aumento delle spese di gestione. Queste sì che sono motivazioni per protestare duramente e su cui saremmo disposti ad impegnarci. Altro che mettere in campo iniziative volte a chiudere l'ennesimo accordo a iporisorse”.

 

 

Fonte: snami