Mylan dice no a Teva: scambio poco conveniente

Redazione DottNet | 27/04/2015 20:44

Mylan respinge l'offerta di acquisto di Teva Pharmaceutical. Il consiglio di amministrazione di Mylan ha bocciato l'offerta all'unanimità, precisando che la società resta impegnata nella sua offerta da 33 miliardi di dollari per Perrigo.

Dall'unione fra Mylan e Teva sarebbe nato un colosso dei farmaci generici, il più grande al mondo per ricavi. L'offerta da 40 miliardi di dollari di Teva sottovaluta la società e ''richiederebbe agli azionisti di Mylan di accettare quelle che noi riteniamo azioni di bassa qualità di Teva in cambio di azioni di alta qualità di Mylan'' si legge in una nota di Mylan. ''La transazione manca di logica industriale e implica significativi rischi antitrust''.

La casa israeliana Teva, leader nel mercato dei generici e titolare del trattamento Copaxone per la sclerosi multipla, aveva offerto  82 dollari per azione per acquistare la rivale Mylan, che ha un valore di mercato di 33,3 miliardi di dollari. L'operazione non sollecitata vale 40,1 miliardi di dollari e sarebbe dovuta essere al 50% in azioni e al 50% in contanti. L'offerta rappresentava un premio del 37,7% sul prezzo delle azioni Mylan al 7 aprile scorso, il giorno prima del lancio da parte della stessa Mylan di una proposta di acquisto sull'irlandese Perrigo. Rispetto al 10 marzo scorso, l'ultimo giorno di scambi precedente all'inizio delle voci su una possibile transazione tra Teva e Mylan, il premio è del 48,3%.

"La nostra Proposta è convincente per gli azionisti sia di Teva sia di Mylan", aveva  spiegato in una nota Erez Vigodman, presidente e amministratore delegato di Teva. Vigodman aveva anche sottolneato di "avere rispettato a lungo il business di Mylan".  Yitzhak Peterburg, presidente del cda di Teva, aveva aggiunto che la proposta era stata approvata all'unanimità dal board della società.

Stando al comunicato del gruppo israeliano, l'azienda combinata avrebbe ricevuto ricavi pro forma 2014 per 30 miliardi di dollari e un ebitda (margine operativo lordo) pro forma da circa 9 miliardi. Nel 2016 il flusso di cassa sarebbe di oltre 6 miliardi, i ricavi di oltre 30 miliardi e l'ebitda di più di 10 miliardi. Due anni dopo, il flusso di cassa è visto superare quota 8,5 miliardi, i ricavi sono stimati a 33 miliardi e l'ebitda a 13 miliardi. L'operazione permetterebbe a Teva di consolidare la sua posizione nel settore dei farmaci generici, dove la concorrenza delle società indiane si è fatta sempre più forte.

Le sinergie sui costi sono calcolate nell'ordine di 2 miliardi circa all'anno ed "è previsto che siano raggiunte entro il terzo anno dell'anniversario del completamento della transazione", previsto inizialmente per la fine del 2015. Teva, recitava ancora la nota di un mese fa, "si aspetta di continuare la sua attuale politica dei dividendi e di valutare le opportunità per restituire capitale agli azionisti regolarmente".

 

fonte: mylan, teva

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