Il mepolizumab è sicuro ed efficace nell’asma eosinofilico grave

Medical Information Dottnet | 29/04/2015 09:54

Un recente studio ha dimostrato che il mepolizumab riduce le esacerbazioni e migliora il controllo dell’asma.

Lo studio clinico, randomizzato e in doppio cieco, è stato condotto per valutare l’efficacia e la sicurezza del mepolizumab in pazienti affetti da asma eosinofilico grave con frequenti esacerbazioni.

Sono stati coinvolti nello studio 576 pazienti tra i 12 e gli 82 anni con ricorrenti esacerbazioni dell’asma ed evidente infiammazione eosinofila. I pazienti sono stati divisi in gruppi e assegnati a ricevere mepolizumab, un anticorpo monoclonale umano contro l'interleuchina-5 somministrato alla dose di 75 mg per via endovenosa o alla dose di 100 mg per via sottocutanea, oppure il placebo ogni 4 settimane per 32 settimane.

L'endpoint primario è stato il tasso di esacerbazioni. Gli endpoint secondari considerati sono stati il volume espiratorio forzato in un secondo (FEV1) e gli score del Respiratory Questionnaire di San Giorgio (SGRQ, in cui il punteggio assegnato va da 0 a 100 e i valori più alti indicano una peggiore condizione di salute) e del 5-item Asthma Control Questionnaire (ACQ-5, un questionario per valutare l'adeguato controllo dell'asma assegnando un punteggio da 0 a 6 dove i valori più elevati corrispondono al peggiore controllo). È stata valutata anche la sicurezza del trattamento con mepolizumab.

I risultati dello studio hanno mostrato che il tasso di esacerbazioni è stato ridotto del 47% (95% intervallo di confidenza [IC], da 29 a 61) tra i pazienti trattati con mepolizumab per via endovenosa e del 53% (95% CI, 37-65) tra coloro che hanno ricevuto mepolizumab per via sottocutanea, rispetto a quelli trattati con placebo (p<0.001 per entrambi i confronti). Le riacutizzazioni richiedenti una visita in reparto o un ricovero d'urgenza sono state ridotte del 32% nel gruppo trattato con mepolizumab per via endovenosa e del 61% nel gruppo trattato con mepolizumab per via sottocutanea. Alla settimana 32, l'aumento medio del FEV1 è risultato di 100 ml in più rispetto all’inizio (baseline)  nei pazienti in trattamento con mepolizumab per via endovenosa rispetto a quelli trattati con placebo (p=0.02) e di 98 ml in più nei pazienti in trattamento con mepolizumab per via sottocutanea rispetto a quelli trattati con placebo (p=0.03). Il miglioramento rispetto alla baseline del punteggio SGRQ è stato più alto di 6.4 punti e 7.0 punti nei gruppi in trattamento con mepolizumab per via endovenosa e sottocutanea, rispettivamente, in confronto al gruppo che ha assunto il placebo (cambiamento minimo clinicamente rilevante, 4 punti), e il miglioramento del punteggio ACQ-5 è stato di 0.42 punti e 0.44 punti più elevato nei due gruppi in trattamento con mepolizumab rispettivamente, confrontati al gruppo del placebo (cambiamento minimo clinicamente rilevante, 0.5 punti) (p<0.001 in tutti i confronti). Il profilo di sicurezza di mepolizumab è risultato simile a quello del placebo.

In conclusione, i dati presenti nello studio hanno evidenziato che il trattamento con mepolizumab somministrato per via endovenosa oppure per via sottocutanea ha ridotto significativamente le esacerbazioni dell’asma ed è risultato associato ad un miglioramento del controllo dell’asma.

Riferimenti bibliografici:

Ortega HG, Liu MC, Pavord ID, Brusselle GG, FitzGerald JM, Chetta A, Humbert M, Katz LE, Keene ON, Yancey SW, Chanez P; MENSA Investigators. Mepolizumab treatment in patients with severe eosinophilic asthma. N Engl J Med. 2014 Sep 25;371(13):1198-207.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato