Tumore al seno, positiva la risposta al Trastuzumab

Oncologia | Redazione DottNet | 12/12/2008 16:46

Circa il 70% delle donne affette da tumore al seno HER2-positivo localmente avanzato, trattate con trastuzumab e chemioterapia, in fase pre-chirurgica, sconfigge la malattia dopo tre anni dall'inizio del trattamento.

Questi i risultati dello studio di fase III NOAH, presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium negli USA. ''I dati dimostrano che questo trattamento offre benefici a lungo termine per le donne con tumore al seno HER2-positivo'' - ha affermato William M. Burns, CEO della Divisione Farmaceutica di Roche. Trastuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato, creato per identificare e bloccare l'attività di HER2, proteina prodotta da un gene specifico a potenziale cancerogeno. Riattivando il sistema immunitario, inibisce i recettori HER2 per distruggere il tumore. L'obiettivo della terapia è migliorare il controllo complessivo sulla malattia. Secondo il prof. Luca Gianni dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano, insomma, ''Questa terapia neo-adiuvante deve diventare lo standard di cura''. Ogni anno, infatti, il carcinoma mammario uccide quasi 400.000 donne. Trastuzumab, commercializzato a livello internazionale da Roche, dal 1998 è stato utilizzato per curare più di 500.000 pazienti in tutto il mondo. Nel carcinoma mammario HER2 positivo, infatti, elevati livelli di HER2 portano in genere a una risposta molto scarsa alla chemioterapia classica. Lo studio NOAH dimostra però che il trattamento riduce la massa tumorale, migliorando i risultati a lungo termine. Si tratta insomma di una notizia estremamente positiva vista la breve aspettativa di vita di molte malate.

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