Stato-Regioni, altro rinvio. Zaia, tagli agli stipendi dei medici

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 29/04/2015 20:00

Doveva essere il giorno della sigla dell'accordo tra Stato e Regioni sui tagli da oltre 2,6 miliardi a carico del Servizio sanitario nazionale. Ma così non è stato. Un nuovo rinvio, alla prossima settimana, dopo i molti delle scorse settimane, ieri causato dal voto di fiducia all'Italicum, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso

"Non posso non constatare che la manovra pensata su base annua quanto più tempo passa tanto più diventa difficile da attuare nella sua interezza - ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni - e quindi va evidentemente prevista qualche revisione o una forma di alleggerimento della stessa. Non amo fare il processo alle intenzioni e non ho elementi per farlo, ma per quello che ci riguarda siamo pronti anche ad accettare un percorso di monitoraggio congiunto per valutare la fattibilità e la possibilità del raggiungimento degli obiettivi previsti. Sono già passati quattro mesi e il tempo non è certamente una variabile indipendente".

 

Secondo i calcoli del governatore, il taglio andrebbe ridotto di almeno 800 milioni, essendo appunto 4 i mesi trascorsi. Ai giornalisti poi, che gli facevano notare alcune dichiarazioni rilasciate dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin che sembrano in qualche modo smentire un accordo su diversi punti dell'intesa da siglare, Chiamparino ha risposto: "Ho sentito personalmente il ministro Lorenzin e i suoi collaboratori più stretti che mi hanno aggiornato sullo stato di avanzamento dei lavori. Non mi era stata espressa alcuna ragione di contrarietà. Anzi, mi è stata ribadita la volontà di arrivare all'intesa più in fretta possibile: credo che il ministro debba mettersi d'accordo con se stesso". Intanto, sul fronte delle Regioni, rimane nettamente contraria all'intesa la posizione della Regione Veneto, il cui governatore Luca Zaia oggi ha sostenuto che la manovra del Governo sulla sanità prevede tagli anche agli stipendi dei medici. "Sapete - ha detto Zaia - cosa c'è di nuovo? Che la manovra senza tagli, che in realtà taglia 2,7 miliardi l'anno per 3 anni dal 2015, vuole tagliare anche gli stipendi dei medici".

 

E a riprova di quanto detto, il presidente del Veneto ha citato il paragrafo C.2 dell' intesa da siglare, sulle risorse destinate al 'trattamento accessorio' dei medici. Tra i pilastri delle bozze circolate in questi giorni per tagliare la sanità di oltre 2,6 miliardi, ci sono: la rinegoziazione dei contratti di acquisto, compresi i contratti di concessione di costruzione e gestione, per raggiungere uno sconto medio del 4%; la rinegoziazione dei contratti anche per i dispositivi medici, per un risparmio di circa 845 milioni; prestazioni specialistiche inappropriate a carico del cittadino e penalizzazioni per medici che le prescrivono, con risparmi di oltre cento milioni di euro. E ancora, si prevede la riduzione dei ricoveri di riabilitazione ad alto rischio di inappropriatezza (con risparmio di circa 89 milioni) e la applicazione dei nuovi standard ospedalieri. Si stima poi un risparmio di 10 milioni di euro dall'azzeramento dei ricoveri in strutture convenzionate con meno di 40 posti letto (destinate alla chiusura in base ai nuovi standard, fatta eccezione per le cliniche monospecialistiche), e risparmi sulla spesa per il personale, per 68 milioni; si prevede infine entro giugno 2015 l'introduzione dei prezzi di riferimento nel prontuario farmaceutico, con risparmi pari a 400 milioni l'anno.

 

 

Fonte: ansa

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