Ddl concorrenza: Racca contro Guidi sulla fascia C

Redazione DottNet | 30/04/2015 12:07

Via libera al ddl concorrenza. Il decreto passa nelle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, dove dovrebbe approdare a breve nei panni di “collegato” alla manovra 2016.

Il sì definitivo arriva dalla commissione Bilancio di Montecitorio, cui spettava come prassi una valutazione sulla coerenza dei contenuti rispetto all’oggetto del provvedimento. Adesso il disegno di legge entra nel vivo, riaccendendo la querelle sulla liberalizzazione dei farmaci con obbligo di ricettA riattizzarla alcuni commenti che il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, ha buttato sul tappeto durante il convegno organizzato mercoledì dall’Antitrust proprio sul ddl concorra medica, accantonata dal Governo nell’ormai famoso Consiglio dei ministri del 20 febbraio. enza: «Alcune cose del disegno di legge possono essere riprese e migliorate o aggiunte nel percorso parlamentare» ha detto il ministro «la liberalizzazione dei farmaci di fascia C con ricetta non è entrata nel testo ma auspico che in Parlamento ci possano essere riflessioni su questo tema».

L’uscita della Guidi ha subito scatenato i controcommenti dei senatori Ncd-Udc Laura Bianconi, Federica Chiavaroli e Bruno Mancuso: «L’ostinazione del Ministro è davvero singolare» è la dichiarazione rilasciata nella serata di mercoledì «e dimostra di non ascoltare chi su basi scientifiche e sanitarie difende la vendita in farmacia dei farmaci con ricetta». Il ministro Guidi, è la conclusione dei tre senatori, «non ha compreso che una liberalizzazione di questo genere porterebbe alla chiusura di molte farmacie, con problemi enormi nei piccoli comuni dove ancora oggi questi presidi sono luoghi di primo soccorso».

E una replica al ministro Guidi arriva anche dalla presidente di Federfarma, Annarosa Racca: «Siamo stanchi di questo ritornello della ricetta al supermercato» è il suo commento «il Ministro farebbe bene innanzitutto a risolvere le proprie incoerenze: il Governo in cui siede ha rimosso dal ddl la liberalizzazione dei farmaci con ricetta; Guidi dunque dovrebbe rispettare le decisioni approvate dall’organo collegiale di cui fa parte, anziché cercare facili consensi tra chi non ha apprezzato le decisioni del Consiglio dei ministri». Quanto all’iter parlamentare del ddl, l’augurio della presidente Racca è l’esatto contrario di quello espresso dalla Guidi: «Il mio auspicio» dice «è che i parlamentari ascoltino gli argomenti che ministero della Salute, Aifa, Agenas, Regioni, associazioni dei medici, degli infermieri e degli anziani, hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica per motivare il loro no alla liberalizzazione dei farmaci con obbligo di ricetta. Perché non è così che si tutela la salute della collettività e perché la deregulation non aiuta le tasche dei cittadini, come non l’ha fatto la lenzuolata del 2006 sugli Otc».

 

fonte: federfarma