Mmg, la classifica dei sindacati. Sciopero: Snami contro Fimmg

Sindacato | Redazione DottNet | 04/05/2015 13:27

La Sisac ha pubblicato le ultime rilevazioni (al 1 gennaio 2014) sulle deleghe sindacali per il comparto della medicina convenzionata: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali interni. In totale il comparto conta nel 2014 un numero di 60485 deleghe, in lieve calo (-0,2%) rispetto al 2013 quand’erano 60637.

Medicina generale. Nel 2014 il comparto conta su 40.523 deleghe, in calo (-0,5%) rispetto alle 40.738 del 2013.  Fimmg si conferma il primo sindacato con il 63,5% di rappresentatività e un totale di 25.737 deleghe (nel 2013 le deleghe erano 25.999 e la rappresentatività a quota 63,8%). In seconda posizione si conferma lo Snami con 7141 deleghe e il 17,6% di rappresentatività (nel 2013 le deleghe erano 7082, pari al 17,3%). Sul terzo gradino del podio lo Smi con 4931 deleghe, pari al 12,1% (nel 2013 le deleghe erano 5033 pari al 12,3% di rappresentatività). In quarta piazza, e ultimo a superare la soglia del 5%, si trova Intesa Sindacale (Cisl medici, FpCgil medici, Simet, Sumai) con 2364 deleghe pari al 5,8% (nel 2013 erano 2416 pari al 5,9% di rappresentatività).


Specialistica ambulatoriale. Nel 2014 il comparto conta 12883 deleghe, in linea con le 12.879 del 2013. Il primo sindacato dell’Area si conferma il Sumai-Assoprof con 10047 deleghe e il 77,9% di rappresentatività (nel 2013 le deleghe erano 10080 pari al 78,2%). In seconda posizione c’è la Cisl medici con 1.111 deleghe pari all’8,6% (nel 2013 erano 1015 che valevano il 7,8%). In terza posizione c’è la UilFpl medici con 1000 deleghe che valgono il 7,7% (nel 2013 le deleghe erano 1021 e la rappresentatività al 7,9%). In quarta posizione c’è la Fespa che però con le sue 621 deleghe non arriva alla soglia del 5% fermandosi al 4,82% (nel 2013 le deleghe erano 651 e la rappresentatività al 5,05%).

Pediatria di libera scelta. Nel 2014 il comparto conta 7079 deleghe, in crescita dello 0,8% rispetto alle 7020 del 2013. Il primo sindacato si conferma la Fimp con 5456 deleghe pari al 77% (nel 2013 le deleghe erano 5444 pari al 77,5%). Al secondo posto c’è la Simpef con 849 deleghe pari all’11,9% (nel 2013 erano 848 pari al 12%). Sul terzo gradino del podio c’è lo Smi-Unp con 365 deleghe (il 5,1%) e al quarto la Federazione Cipe-Sispe-Sinspe con 361 deleghe parti al 5,1%

Intanto il Consiglio nazionale della Fimmg lancia un appello ai medici di medicina generale italiani: “Rialziamoci e uniamoci per difendere la nostra dignità, la nostra libertà e l’avvenire professionale di  ciascuno di noi unitamente alla tutela della salute dei cittadini che si affidano alle nostre cure. E’ per la sicurezza del nostro futuro che chiediamo a tutti di aderire senza indugi alle azioni di protesta che abbiamo proposto”.

In un documento approvato all’unanimità, il Consiglio nazionale sottolinea: “Mai come in questo momento il destino della medicina generale Italiana è nelle mani e nella volontà dei medici di famiglia. L’unica arma che abbiamo a disposizione per tentare di risolvere  questa situazione, dopo numerose dichiarazioni e prove di disponibilità, è la ferma azione di protesta che abbiamo programmato: lo sciopero del 19 maggio e tutte le iniziative pianificate per lo 
stesso mese, comprese la sospensione delle sperimentazioni sull’invio della ricetta dematerializzata e la sospensione della partecipazione a commissioni e comitati”.

Il Consiglio nazionale della FIMMG, rivolgendosi a “tutti i medici di famiglia italiani che hanno a cuore i valori della medicina generale”, aggiunge: “Alcuni irresponsabili esponenti nazionali della medicina generale probabilmente non riescono ad avere la chiara percezione delle difficoltà e dei pericoli del momento e si dichiarano contrari alle nostre azioni di lotta e di protesta, di fatto spianando la strada all’attuazione di tale minaccia e consegnando la medicina generale ad una totale resa. Ogni giorno che passa assistiamo ad una progressiva violazione dell’Accordo Nazionale e anche degli Accordi Integrativi Regionali”

Angelo Testa, presidente nazionale SNAMI, risponde piccato a Milillo: “Ritengo che le accuse di Milillo sulla stampa rivolte ad “alcuni irresponsabili esponenti nazionali della medicina generale” siano confuse, superficiali e fuorvianti. Soprattutto vorrei ricordare al sindacato maggioritario che “guarda dall'alto” gli altri sindacati, definendoli sindacatini, che a grandi numeri corrisponde grande responsabilità nella attuale situazione negativa della Medicina Generale”. “Voglio altresì ricordare “dal basso” il passo – continua Testa -, che è tutto un programma, della relazione di Milillo al 70° Congresso Nazionale FIMMG del 6-11 ottobre 2014 “Non la volontà delle Regioni, ma il Decreto Balduzzi, trasformato in Legge dal Parlamento, dopo un lungo confronto all’ultima virgola, che solo la forza e la caparbietà della FIMMG, unita alla determinazione del Ministro, hanno potuto portare a buon fine, ha comunque imposto le attuali trattative per la riscrittura normativa della convenzione”.

 

Per Francesco D'Accardi, vicepresidente nazionale “E' paradossale che dei sindacalisti di professione abbiano rimosso dalla loro memoria che la Medicina Generale si stia infognando grazie alla legge Balduzzi ed è altrettanto demenziale che lo sciopero “salvifico“ avrebbe lo scopo di accelerare l'applicazione di quella legge scellerata. Altrettanto paradossale, “rigirando la frittata”, nella più estrema disinformazione, è che si abbia anche la faccia tosta di etichettarci come "irresponsabili" perché non seguiamo questo percorso “in perdita”. “Non abbiamo aderito allo sciopero - continua Gianfranco Breccia, segretario nazionale - perché non siamo disponibili a una propagandistica presa in giro dei Cittadini e dei Medici. La Balduzzi ci renderebbe ancor di più dipendenti di fatto, malamente camuffati da libero-professionisti di pura facciata, e soprattutto perché decurterebbe i nostri emolumenti. Lo abbiamo detto fin dalla prima ora che l’applicazione al nuovo ACN delle legge Balduzzi sarebbe stato in perdita per la categoria, quando chi invece la caldeggiava a spron battuto e si impegnava con TUTTE le sue forze perché venisse applicata il più velocemente possibile. E adesso ne vediamo i risultati. Chi è lo stolto che sciopera perché gli si riduca lo stipendio?”.

 

Salvatore Santacroce, vicesegretario nazionale aggiunge: “Il nostro agire da “irresponsabili” è stato un voler rallentare in vista dell'enorme iceberg contro il quale ci stiamo dirigendo, un “normale “comportamento in risposta all'appello perentorio del Comandante del Titanic/o sindacato .Quando il segretario nazionale della Fimmg dice che lo sciopero del 19 maggio è l’unica arma che abbiamo per risolvere la situazione in cui ci troviamo, che la medicina generale sta per essere consegnata ai burocrati delle Regioni, che “alcuni irresponsabili esponenti nazionali della medicina generale”, visto che sono contrari all’accelerazione dell’applicazione delle Legge Balduzzi, non riescono ad avere una chiara percezione delle difficoltà e dei pericoli del momento, probabilmente ha scarsa o nulla considerazione del livello intellettivo di coloro ai quali si rivolge”. “Dobbiamo sempre guardare con sospetto - aggiunge Nino Grillo, vicesegretario nazionale - quei capi, lontani dalla vita reale, che non sanno neanche che vige l'obbligo di visitare un paziente per potergli redigere il certificato di malattia. Ma come possono sostenere coloro i quali hanno voluto la Balduzzi, che si sta dimostrando inapplicabile e pericolosa, di scioperare contro quello che loro stessi hanno voluto e preteso? Eppure si era sottolineato a gran voce il pericolo che si sarebbe perso il rapporto di fiducia medico- paziente con il rischio per i nostri infermieri e collaboratori di studio di perdere il loro posto di lavoro. Allora una Rifondazione o un Suicidio della Medicina Generale?”.

 

 

Di conseguenza - ribadisce Pasquale Orlando, tesoriere nazionale - l’unica possibilità che abbiamo di evitare la catastrofe, non è accelerare l’applicazione della Legge Balduzzi, ma la sua rimodulazione in modo da rimettere al centro del territorio il medico di medicina generale e il cittadino - paziente che non possono essere ridotti a meri soggetti passivi di un sistema che risponde solo a logiche economicistiche travestite da "efficientismo peloso" che nasconde una politica di tagli. Infatti, in tutto questo, non si vede un cent di investimento nel territorio e nella sua effettiva implementazione. Solo bastonate ai medici di medicina generale, con lo scopo di trasformarli in burocrati, sottopagati, demolendo il rapporto di fiducia medico-paziente che tutti ci invidiano”.

 

In buona sostanza - conclude Domenico Salvago, addetto stampa nazionale -. Se sciopero questo dovrà essere, o altra forma di protesta congiunta più incisiva, dovrà essere in ogni caso per migliorare le condizioni lavorative ed economiche dei Medici di Medicina Generale e non per peggiorarle. Calerei un velo pietoso sulle offese ricevute, che rimandiamo al mittente, e sul tentativo, mal riuscito, di distorcere la realtà. Anche per questo diverso approccio alla professione e alle “vere o presunte verità “siamo orgogliosi di militare in sindacati differenti .Andrei comunque avanti. Perché non ci fermiamo per 6 mesi? Ci incontriamo subito, rimoduliamo la Balduzzi tenendo conto delle reali condizioni economiche del momento e scriviamo un contratto che abbia come imperativo la conditio sine qua non che i Medici non subiscano decurtazioni economiche e peggioramenti lavorativi anche a carico degli utenti-pazienti”.

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Fonte: sisac, fimmg, snami

 

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