La pentrassina-3 è un biomarcatore predittivo di cancro alla prostata

Medical Information Dottnet | 07/07/2015 17:58

Uno studio ha evidenziato che la pentrassina-3 è utile per monitorare la progressione dell’iperplasia benigna in cancro alla prostata.

Lo studio è stato condotto per valutare l'espressione tissutale e la concentrazione sierica della pentrassina-3 (PTX3) e stabilire il ruolo della proteina immunoregolatrice PTX3 come possibile biomarcatore per discriminare l’infiammazione prostatica e l'iperplasia prostatica benigna (BPH) dal cancro alla prostata e chiarire se i livelli di PTX3 possano essere predittivi della progressione della BPH in cancro alla prostata.

Sono stati coinvolti nello studio 40 pazienti con infiammazione prostatica e iperplasia prostatica benigna (BPH) risultati negativi per il cancro alla prostata alla prima biopsia e in seguito sottoposti ad una seconda biopsia tra i 12 e i 36 mesi successivi in cui è stata riscontrata un’infiammazione alla prostata oppure cancro alla prostata (n=20 pazienti per gruppo). Inoltre, è stata valutata la concentrazione sierica di PTX3 in un gruppo indipendente di pazienti sottoposti a biopsia e affetti da infiammazione prostatica (n=61) e cancro alla prostata (n=56).

I risultati hanno evidenziato che l’espressione tissutale della PTX3 è ridotta nei pazienti con infiammazione prostatica/BPH, rispetto ai pazienti che hanno successivamente sviluppato cancro alla prostata. In quest'ultimo gruppo, vi è stato un aumento dell'espressione tissutale della PTX3 tra la prima e seconda biopsia della prostata. I livelli sierici della PTX3 sono risultati più elevati anche nel gruppo di pazienti con carcinoma della prostata rispetto ai pazienti con infiammazione prostatica/BPH. Al contrario, non è stata riscontrata alcuna differenza dei livelli sierici di PSA o di CRP di questi due gruppi. L’analisi della curva ROC ha confermato l'affidabilità dei livelli sierici di PTX3 nel predire lo sviluppo del cancro della prostata, identificando un valore limite di 3.25 ng/mL con una sensibilità e una specificità del 89.3% e del 88.5% rispettivamente.

In conclusione, l’espressione della PTX3 è risultata aumentata a livello tissutale nei pazienti affetti da BPH che successivamente hanno sviluppato carcinoma della prostata: ovvero in quei pazienti che, in una prima biopsia prostatica risultata negativa per carcinoma, hanno presentato elevati livelli di PTX3 registrando un rischio statisticamente più elevato di sviluppare carcinoma prostatico successivamente in una seconda biopsia. Questi dati hanno dimostrato il ruolo della PTX3 come biomarcatore predittivo del cancro alla prostata e hanno suggerito il dosaggio della PTX3  come valida alternativa diagnostica per limitare il numero di pazienti che devono sottoporsi a ripetute biopsie prostatiche.

Riferimenti bibliografici:

Stallone G, Cormio L, Netti GS, Infante B, Selvaggio O, Fino GD, Ranieri E, Bruno F, Prattichizzo C, Sanguedolce F, Tortorella S, Bufo P,Grandaliano G, Carrieri G. Pentraxin 3: a novel biomarker for predicting progression from prostatic inflammation to prostate cancer. Cancer Res. 2014 Aug 15;74(16):4230-8.

 

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