Otto indagati per la truffa all'Enpam: c'è anche l'ex Pd Di Stefano

Redazione DottNet | 04/05/2015 17:21

Corruzione, truffa aggravata, turbata libertà degli incanti, falso ed abuso d'ufficio. Sono i reati contestati dalla procura di Roma, a seconda delle posizioni, in relazione ad immobili locati e poi ceduti dai costruttori Antonio e Daniele Pulcini. Tra gli otto indagati il deputato, ex Pd, Marco Di Stefano

Al centro dell'inchiesta, conclusasi con la notifica del relativo avviso agli indagati, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, due immobili in via del Serafico (zona Ardeatina) acquistati tra il 2009 e il 2010 da società dei costruttori Pulcini ed affittati dapprima alla Lazio Service (società della Regione Lazio) a canoni molto elevati, ampiamente fuori mercato, e poi ceduti all'Enpam con una plusvalenza di oltre 38 milioni di euro. Gli accertamenti sono stati condotti dai pm Corrado Fasanelli e Maria Cristina Palaia, con il coordinamento del procuratore aggiunto Nello Rossi e il contributo del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza. I presunti illeciti - si legge nell'avviso di chiusura inchiesta - sarebbero avvenuti, per quanto riguarda la locazione a Lazio Service, con la compiacenza di Di Stefano, all'epoca dei fatti assessore della Regione Lazio, di Giuseppe Tota e Paolo Casini, rispettivamente presidente e commissario della commissione incaricata delle operazioni di gara per la ricerca di di immobili a destinare a Lazio Service, e di Tonino D'Annibale e Claudia Ariano, rispettivamente direttore responsabile e responsabile dei servizi generali e logistica di Lazio Service.

 

Quanto alla cessione dei due immobili ad Enpam, determinante, per l'accusa, è il ruolo di Luigi Antonio Caccamo, nella sua veste di direttore del Dipartimento patrimonio immobiliare dell'ente di previdenza e di assistenza dei medici. Per esprimere il proprio parere favorevole all'acquisto degli immobili, è l'accusa di piazzale Clodio, Caccamo avrebbe ottenuto dai costruttori Pulcini la vendita fortemente scontata di un prestigioso immobile a Trastevere. Il filone di indagine conclusosi con la notifica del relativo avviso costituisce una tranche di indagine che vede Di Stefano sotto inchiesta, e per questo si autosospese dal Pd, anche per corruzione in merito ad una presunta mazzetta da 1,8 milioni di euro ricevuta per garantire ai Pulcini i contratti di locazione a Lazio Service.

 

 

fonte: ansa