Oncologia, siglato protocollo tra le regioni del Sud

Redazione DottNet | 13/12/2008 12:42

Un protocollo d'intesa per la presa in carica del paziente oncologico per accompagnarlo dalla diagnosi della malattia in tutto il percorso della cura. E' quello sottoscritto dall'assessore alla Sanità della Campania, Angelo Montemarano, dall'assessore alla Sanità della Puglia, Alberto Tedesco, dai delegati degli assessori alla Sanità di Basilicata e Calabria e Sicilia.

Il protocollo d'intesa è la conclusione di un percorso condiviso tra tutte le regioni del sud per stabilire i percorsi da condividere per quel che riguarda la presa in carico del malato oncologico e il tipo di assistenza che il paziente può trovare nell'ambito della propria regione, e laddove ci sono difficoltà, nell'ambito di un'altra regione. ''Dal 2000 sono aumentati i tumori nelle regioni del sud, regioni che hanno registrato anche migrazioni dei pazienti verso il nord - ha detto l'assessore Montemarano -. Le regioni del sud si sono così messe insieme per sottoscrivere un protocollo d'intesa per lavorare assieme a progetti più importanti, ci confrontiamo, superiamo le difficoltà che sempre ci sono state tra regione e regione. Dobbiamo superare il ritardo organizzativo che c'è nelle nostre strutture. Lavorare assieme può consentire il raggiungimento di obiettivi che da soli richiedono più tempo per la realizzazione. ''In Campania - continua Montemarano - abbiamo realizzato una buona campagna per la prevenzione oncologica. Nell'attuale riordino della rete ospedaliera abbiamo immaginato di dedicare alcuni ospedali a questa funzione specifica che accompagnano l'esperienza del Pascale''. ''In Campania dobbiamo prevedere in ciascun distretto, un medico, un'equipe incaricata della presa in carico del paziente oncologico - continua l'assessore -. La maggiore difficoltà che trovano i cittadini campani e quelli del sud, una volta avuta la diagnosi, è trovare dove andare. Una volta trovato il chirurgo sorge il problema di trovare il radioterapista, il chemioterapista. Dobbiamo immaginare che in ciascun distretto della nostra regione ci sia un'unità operativa che prenda in carico il paziente oncologico costituita da oncologi, psicologi, sociologi, dove il paziente cittadino possa trovare risposte e ed essere seguito''. ''Il progetto - spiega Sabino De Placido, ordinario di Oncologia medica della Federico II - nasce da una verifica essenziale: sta cambiando il trend di epidemiologia dei tumori. Non è più vero che nel sud ci sono meno tumori e che la mortalità e più bassa. I tumori sono diventati un problema di emergenza e vanno affrontati con un piano strategico importante''. ''Un primo momento di aggregazione e di messa in comune di risorse professionali, prima ancora che finanziarie per costruire una rete assistenziale e dei modelli organizzativi comuni che possano invertire i dati purtroppo negativi che separano le regioni meridionali da quelle di un certo nord'' ha detto Alberto Tedesco, assessore alla Sanità della Regione Puglia. ''E' un momento importante che ci consente di uscire dall'isolamento e di mettere a confronto esperienze e modelli organizzativi per costruire una rete per invertire quel flusso di mobilità passiva che caratterizza l'assistenza oncologica - continua Tedesco -. Mettere in comune gli sforzi che partono dal modello di assistenza oncologica e che possono essere estesi ad altre realtà assistenziali. Nei mesi scorsi ho proposto agli assessori regionali alla Sanità di poter mettere in comune gli sforzi per una banca dei tessuti biologici per consentire di gestire una struttura onerosa e importante''

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