Diete dimagranti, BMPEA e l’orgia dei supplementi - II Parte

Medicina Generale | Giovanna Serenelli | 24/11/2015 09:44

BMPEA e betafeniletilamine.

Le betafeniletilamine, alla cui numerosissima classe la BMPEA appartiene, sono derivati organici della fenetilamina, un alcaloide naturale nota anche come b- fenetilamina o 2- fenetilamina. Ma sotto questo nome si intende anche classe di composti chimici piuttosto variegata che include farmaci psicoattivi (stimolanti, psichedelici, entactogeni) che agiscono modulando il sistema monoaminergico dei neurotrasmettitori, altri sono semplicemente dei neurotrasmettitori (quali adrenalina e serotonina), altri ancora sono anfetamine modificate (substituded amphetamines), metilendiossifeneitilamine modificate (substituted methylenedioxyphenethylamines) oltre ad alcaloidi derivati delle feniletilamine.

Naturalmente alcuni composti sono naturali altri ottenibili per mezzo di modifiche chimiche programmabili.

In genere le beta metilfenietilamine si comportano come adrenergici o serotoninergici inibiscono ad esempio la ricaptatione della serotonina e della noradrenalina, possono bloccare o regolare i canali del Calcio, possono inbire le monoamino ossidasi, possono comportarsi come agenti antilipemici (con danni maggiori dei benefici. Vedi il caso del Benfluorex).

In questa congerie di sostanze ciascuna con uno più effetti importanti su sistema nervoso, stato psichico, attività cardiaca etc e già in parte ritirati dal commercio entra a far parte di pieno diritto la BMPEA.

Se ci soffermiamo un attimo solo sull’effetto serotoninergico (impossibile fare considerazione su gli altri riportati, a meno di non scrivere un’enciclopedia), non possiamo non pensare che la serotonina è un mediatore importante che interviene nel circuito del reward ed il blocco del suo reuptake consente lo stimolo continuo dei neuroni post-sinaptici (euforia) del circuito. Un meccanismo di questo genere è ben noto in riferimento all’abuso di droghe.

La BMPEA

Orbene, per alcune sostanze appartenenti al gruppo delle betametilfenetilamine sostituite, la scienza ha conoscenze ben precise, tant’è che sono state vietate, ma specificamente per la sostanza di cui ci occupiamo non abbiamo praticamente dati scientifici.

Quello che per certo conosciamo è la data di sintesi e la formula. L’originario lavoro di Graham  [13] del ’45 ci offre informazioni su tossicità (ratti, maschi, bianchi), effetti pressori, effetti broncodilatatori (polmone isolato di coniglio in broncocostrizione indotta da pilocarpina) e tachifilassi (cane). Di fatto gli effetti variano a seconda dell’aggiunta alle catene laterali dell’etilamina o al suo anello di differenti gruppi metossilici o idrossilici oltre che dal numero delle aggiunte.

I radicali metossilici incrementano l’attività broncodilatatrice, ma le altre attività non seguono affatto lo stesso trend. I radicali idrossilici sembrano incrementare invece l’attività pressoria. Tuttavia poichè il comportamento delle molecole modificate è difficilmente prevedibile, lo stesso Graham ci mette in guardia dal trarre conclusioni frettolose dai suoi dati, anzi letteralmente scrive: Conclusions such as those drawn here are merely guide posts in an attempt on the part of the chemist to indicate a possible line of attack. The chemist is not interested in seats of physiological action or mechanism of action. (Conclusioni come quelle qui tratte sono semplicemente messaggi guida, in un tentativo da parte del chimico di indicare una possibile linea di attacco. Il chimico non è interessato a sedi di azione fisiologica o al meccanismo d'azione).

La DL50 per il topo e la DL per i ratti ci è nota. L’unico trial effettuato su esseri umani sembra essere stato condotto su richiesta della Hi-Tech Pharmaceuticals [14]. Il trial è stato condotto su 10 soggetti di sesso maschile (età dai 20 ai 40 anni circa) sani che svolgevano esercizio fisico regolare 2 volte a settimana.

Una volta stabiliti i parametri normali e di base dei partecipanti si procedeva alla somministrazione di estratto di Acacia rigidula o caffeina o placebo e dopo 15 minuti dalla somministrazione si procedeva alla rilevazione degli stessi parametri precedentemente indicati, vale a dire quelli basali, per ciascun soggetto.

Gli intervalli di rilevazione erano di 15 minuti e rilevazioni e dunque test, terminavano a 3 ore dalla somministrazione. Ma quali erano questi parametri?

Il primo era lo studio dell’attività metabolica. Il secondo riguardava l’emodinamica. A leggerlo così sembrerebbe un’ottima cosa, ma in realtà l’attività metabolica era controllata mediante spirometria, mentre per il controllo dell’emodinamica si valutava il ritmo cardiaco e si misurava la pressione arteriosa.

Ci sembra proprio poco per un trial in doppio cieco. Ciascuno di noi, avendo uno spirometro in ambulatorio, potrebbe fare la stessa cosa. L’autore non indica ove si sia svolto il trial né i nomi dei fornitori di estratto di Acacia o di caffeina. Pazienza per il placebo…

Bibliografia nel Gruppo Miscellanea: Lo studio

“Contenuto a carattere medico o sanitario proveniente da una esperienza personale dell’utente”

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