Primario timbrava e si allontanava: condannato a 1 anno e quattro mesi

Professione | Redazione DottNet | 11/05/2015 21:35

Timbrava il cartellino e poi si allontanava dall'ospedale, oppure presentava autocertificazioni che attestavano la propria presenza nel reparto quando in realtà si trovava da tutt'altra parte. L'ex primario 'assenteista' dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, Giorgio Barzoi, è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione dal gup di Milano Paolo Guidi. Condannata, a 8 mesi di carcere, anche una collega, Roberta Tuveri, che avrebbe coperto le sue assenze.

Il giudice ha disposto inoltre un risarcimento di 30 mila euro a favore dell'ospedale a carico dell'ex primario, pari allo stipendio percepito ingiustamente. Somma che comprenderebbe i danni economici e quelli di immagine subiti dal Fatebenefratelli, parte civile nel processo. Secondo quanto è emerso dalle indagini, coordinate dal pm Paolo Filippini, il medico avrebbe saltato 145 giorni di lavoro solo nel 2013. Per 63 volte la collega avrebbe timbrato il cartellino al posto di Barzoi, all'epoca primario del reparto di anestesia, mentre in 66 occasioni l'uomo avrebbe presentato una falsa autocertificazione. Altre 16 volte avrebbe timbrato il cartellino, per poi allontanarsi dal reparto. L'inchiesta aveva provocato proteste contro il professionista e la direzione dell'ospedale da parte di medici e infermieri, che tra l'altro avevano creato il gruppo Facebook 'Lavoratori onesti del Fatebenefratelli'.

 

 

E Barzoi si era dimesso dall'incarico, che gli era stato affidato nel luglio 2013, di direttore del dipartimento dell'emergenza-urgenza dell'ospedale milanese. Sia l'ex primario sia la collega hanno scelto di essere processati con rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Il gup oggi ha riqualificato il reato contestato ai due imputati da truffa ai danni dell'azienda ospedaliera a falsa attestazione o certificazione della presenza in servizio, la figura di reato stabilita dalla riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione. Nella scorsa udienza, il pm Paolo Filippini aveva chiesto la condanna di Barzoi e Tuveri rispettivamente a un anno e a 6 mesi di reclusione. L'ex primario in passato si era giustificato sostenendo che "il rendimento di un medico non si può giudicare da quante volte timbra il cartellino" e di aver sempre ottenuto "ottimi risultati" nel corso della sua carriera, nonostante la lunga lista di assenze contestate dalla Procura di Milano.

 

 

Fonte: ansa

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