Accordo raggiunto: scongiurato lo sciopero degli Mmg

Redazione DottNet | 18/05/2015 22:57

Si è trattato ad oltranza per scongiurare lo sciopero generale proclamato per oggi 19 maggio, dai medici di famiglia e dai pediatri. Alla fine, in tarda serata l'accordo è stato raggiunto tra le parti. Ma è stato un pomeriggio convulso, dopo la convocazione per le 19 di ieri al Ministero della Salute per scongiurare la protesta.

Nel testo (clicca qui per leggere l'accordo competo) si evidenziano le assicurazioni ricevute sulla garanzia che le nuove forme organizzative per la medicina generale e la pediatria non sfoceranno in rapporti di lavoro subordinato e che i medici manterranno la loro autonomia organizzativa nell'ambito delle scelte di indirizzo e programmazione del Governo e delle Regioni. Salvaguardato anche il rapporto fiduciario con i pazienti e poi l'impegno a trovare forme di incentivazione del lavoro di equipe, anche se ciò non dovrà dare corso a maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

I sindacati dei medici di famiglia (Fimmg) e dei pediatri (Fimp e Cipe) erano dunque stati convocati ieri alle 19 al ministero della Salute e la convocazione, hanno precisato, si è avuta ''su iniziativa del Capo del Governo per esplorare possibilità di revoca dell'iniziativa sindacale''. . Il nodo è stato, dunque,  lo stallo delle trattative per il rinnovo della convenzione della categoria con il Servizio sanitario: ''nessuna convenzione - aveva avvertito nei giorni scorsi  la Fimmg - significa nessuna garanzia per la libertà di scelta del cittadino e per la libertà di curare del medico, significa impossibilità di sanzionare la parte regionale eventualmente inadempiente nei confronti dei medici e dei diritti dei cittadini e significa non riorganizzare la Medicina di famiglia secondo criteri di migliore corrispondenza con i bisogni dei cittadini''.

 

Rivendicazioni che non hanno nulla di economico: ''La Fimmg non chiede, in questo particolare momento del Paese, aumenti di stipendio per i medici, ma che i professionisti siano messi nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie capacita' assistenziali'', ha precisato in più occasioni il segretario Fimmg Giacomo Milillo. Lo sciopero proclamato dalla Fimmg, però, aveva diviso la categoria: CISL Medici, CGIL FP, SIMeT, SMI, SNAMI, SUMAI Medicina Generale e UIL FPL avevano infatti definito 'inopportuna' la protesta. E hanno avviato  una campagna di mobilitazione: è intitolata 'Io non vado col primo che capita. Il mio medico di famiglia lo scelgo io' e l'obiettivo è dire 'no' alla ''abolizione del medico di famiglia''. E' infatti proprio questa la prospettiva ''inevitabile e che si realizzerà nei fatti a causa delle politiche delle Regioni, mirate - aveva spiegato nei giorni scorsi Milillo - a limitare la professionalità e libertà del medico nel suo rapporto di fiducia con i pazienti e guidate solo da criteri economicistici e di bilancio''.

 

Intanti ieri si è tenuta la conferenza stampa dell'Intersindacale (FP CGIL Medici, CISL Medici, FESPA, S.I.me.T, SMI, SNAMI, UIL FPL) della medicina convenzionata per esporre le ragioni del no allo sciopero di domani, 19 maggio, indetto da Fimmg e Fimp, e per presentare le proposte per un vero rilancio delle cure primarie e dei servizi sanitari sul territorio per i cittadini. L’Intersindacale conferma la campagna di sensibilizzazione sui social contro uno sciopero che definiscono “bugiardo” e che appare ai cittadini come corporativo, ma anche per rilanciare una forte iniziativa per chiedere risorse adeguate per il Ssn e le cure primarie e la modifica della Legge Balduzzi.

 

Quindi, le sigle sindacali sottolineano come l’incontro  tra i sindacati promotori dello sciopero e i rappresentanti del Governo ha messo in evidenza l’inconsistenza della ragioni dello sciopero e l’assenza di una reale controparte contro la quale indirizzare la protesta (sarebbe grottesco pensare di prendersela con la Sisac, che è un ente puramente tecnico e, in quanto tale, senza alcuna responsabilità) nonché la fumosità della piattaforma rivendicativa. Ma non solo: dimostrerà ai medici che tutte le vicende di questi giorni sono un bluff o, peggio, un’arma di distrazione di massa dai veri problemi del settore e della categoria. Questi i punti messi in evidenza: 1)     Iniziative di informazione in tutti gli studi e nelle piazze per informare i cittadini sul continuo impoverimento della sanità pubblica e, in particolare, del territorio; 2)     Mobilitazione su social (in allegato gli hastag); 3)     Gazebo davanti alla Camera dei Deputati e manifestazione a Roma contro la Legge Balduzzi e contro i tagli ulteriori al Ssn di 2 miliardi di euro che le Regioni scaricano sui medici, sui servizi e sui cittadini.

 

"Il Lazio è favorevole ed è impegnato a costruire un percorso che rafforzi la scelta territoriale secondo quanto previsto dal patto della salute ed in questo senso il ruolo della Medicina di base è fondamentale. Nel Lazio con le organizzazioni dei medici di medicina generale abbiamo sottoscritto un accordo che di fatto applica la legge Balduzzi con la medicina d'iniziativa, i percorsi diagnostico terapeutici, lo sviluppo delle Ucp, la rete degli ambulatori del week end. Un sistema capillare che porta la sanità vicino ai cittadini e rispetto a questo progetto non siamo disposti a tornare indietro. La Sisac prenda atto dell'accordo politico siglato dalla Medicina generale con il Comitato di settore e il sottosegretario, e si comporti di conseguenza convocando le parti per la ripresa delle trattative, evitare la protesta dei medici e provocare disagi ai cittadini. Ci sono tutte le condizioni per farlo: al sistema serve innovazione e non creare le condizioni del muro contro muro". Lo comunica in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

 

"Gli specialisti del Sumai-Assoprof pur non aderendo allo sciopero previsto comprendono le criticità della medicina generale e della pediatria di libera scelta che hanno portato alla protesta indetta da Fimmg, Fimp e Cipe". È quanto evidenzia il segretario generale del Sumai-Assoprof, Roberto Lala commentando lo sciopero indetto domani da medici di famiglia e pediatri. "Come specialisti ambulatoriali - sottolinea Lala - abbiamo deciso di iniziare la trattativa con Sisac per entrare nel merito del rinnovo della convenzione. Qualora i segnali che dovessero arrivarci, facessero emergere un disegno politico che non voglia mettere mano alla riforma delle cure territoriali in coerenza con il dettato normativo, saremo pronti come Sumai-Assoprof a valutare le più opportune forme di protesta per rivendicare e difendere il nostro ruolo all'interno del Ssn".

 

"Gli interventi di alcuni Governatori regionali a sostegno della protesta dei medici di famiglia - dichiara Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg - dimostrano la validità delle nostre posizioni e hanno aperto una breccia all'interno della Conferenza delle Regioni. Tutte le Regioni che tengono alla vera sostenibilità del SSN nell'interesse dei cittadini hanno bisogno e aspettano il nuovo Accordo della medicina generale per far decollare lo sviluppo dell'assistenza primaria e coniugare intelligentemente il progresso del servizio con la salute dei bilanci''. Evidentemente, prosegue Milillo, ''esistono condizioni per cui i meccanismi di governance della Conferenza delle regioni non sono in grado di recepire la pluralità delle posizioni. La Conferenza delle regioni, fra l'altro, non è prevista né da leggi né dalla Costituzione, prevedendo il nostro ordinamento la sola Conferenza Stato Regioni. La Conferenza delle regioni o quella degli assessori alla sanità potrebbe essere considerata una libera associazione, del tutto paragonabile ad un sindacato delle Giunte regionali, che come tale ha finito per comportarsi. Lo sciopero di domani è nazionale - conclude Milillo - e ci dispiace che regioni come la Campania, le Marche e la Toscana, così come altre regioni che sappiamo su posizioni simili, sebbene non siano intervenute pubblicamente nel dibattito, debbano subire gli effetti di una campagna di protesta e di uno sciopero che avrebbe potuto essere evitato se in Conferenza fosse prevalsa la loro opinione. E' scontato che in queste regioni la Fimmg continuerà a collaborare, ma oggi deve battersi perché in tutto il paese, attraverso l'Accordo Collettivo Nazionale, siano poste le basi di una collaborazione concreta, produttiva e innovativa".

 

Silvio Campione

 

Il testo dell'accordo

 

 

 

 

Fonte: fimmg, ansa, intersindacale

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