Convenzione, positivo l'incontro di ieri. Milillo parla dell'accordo

Redazione DottNet | 21/05/2015 21:30

“Abbiamo proseguito l’esame dell’articolato per il rinnovo della convenzione e posso affermare di aver visto un clima collaborativo tra le parti”. È quanto afferma il segretario degli specialisti ambulatoriali del Sumai-Assoprof, Roberto Lala al termine della seconda riunione di trattativa con la Sisac per il rinnovo della convenzione degli specialisti ambulatoriali interni.

Durante la riunione di ieri  – ha specificato Lala – abbiamo proseguito la discussione sui principi generali riguardanti il nuovo articolato in un clima di confronto positivo e di apertura rispetto alle nostre richieste. In ogni caso, la trattativa va avanti e nelle prossime riunioni inizieremo la definizione in forma scritta delle novità del nuovo Acn”.

 

Intanto si torna a parlare sul post sciopero: sono 'salve', almeno al momento, le figure dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta: a metterle a rischio il mancato rinnovo della convenzione con il Sistema sanitario nazionale, alla base dello sciopero proclamato  dalle maggiori sigle sindacali della categoria e poi rientrato a seguito dell'accordo sottoscritto la notte scorsa con i rappresentanti del governo con precise garanzie.

 

E' un ''primo passo importante'', afferma il segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) Giacomo Milillo, che aveva proclamato lo sciopero insieme alle organizzazioni sindacali dei pediatri Fimp e Cipe (che rappresentano in totale oltre il 70% dei medici delle categorie interessate). E' infatti ''fondamentale - sottolinea - che il governo abbia recepito e approfondito i problemi che abbiamo posto e, soprattutto, che ci abbia dato garanzie sul fatto che sarà mantenuta la nostra autonomia professionale''. Il 'nodo' è proprio questo: ''La trattativa per il rinnovo della convenzione - spiega Milillo - si è arenata anche perchè le Regioni miravano ad una 'burocratizzazione' e appiattimento della figura di medici di base e pediatri, mentre noi rivendichiamo la nostra autonomia per poter gestire un rapporto diretto e fiduciario con i pazienti''. In pratica, ha chiarito il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) Gianpietro Chiamenti, ''il rischio concreto, con il progetto delle Case per la salute, era che si creassero le premesse per un passaggio ad una forma di assistenza pediatrica consultoriale, fornita attraverso forme di aggregazione strutturata ed erogata indifferentemente da pediatri diversi''.



In altre parole, ''fine del rapporto diretto con il pediatra, o il medico, che si è scelto, e inizio di un sistema in cui ci si rivolge al medico presente in quel momento''. Uno scenario che, con l'accordo di ieri, sembrerebbe scongiurato, mentre è alle porte una riorganizzazione innovativa della medicina del territorio. Il nuovo sistema sarà definito appunto dalla convenzione che verrà siglata: ''L'obiettivo è avere un'assistenza più flessibile e mirata in base alle caratteristiche del territorio''. Ma cosa cambierà in pratica? ''Nelle zone più popolate, ad esempio - chiarisce Milillo - i medici potranno aggregarsi in uno studio unico per garantire una migliore assistenza e mettere in comune sede e attrezzature, mentre nelle zone meno popolate resterà lo studio 'unico'. E laddove si realizzeranno le Case della Salute, il medico di base potrà decidere di lavorarvi ma sempre mantenendo il rapporto diretto con i propri pazienti e la propria autonomia rispetto alla struttura. Noi ci siamo battuti non contro tale riorganizzazione - precisa - bensì per i principi che devono esserne alla base, poichè il nuovo sistema non può essere definito solo 'dall'alto' e dai burocrati, ma insieme ai professionisti che erogano in prima persona l'assistenza''. E per il paziente, che deve essere dunque ''prioritario'', afferma Milillo, le cose dovrebbero cambiare in meglio: ''Se sceglierà di andare in una Casa della salute potrà trovarvi comunque il proprio medico insieme a vari altri specialisti e se, invece, sceglierà il singolo studio, sarà poi lo stesso medico a indirizzarlo a una Casa della salute per esami specialistici se necessario''. Il governo vigilerà ora che si arrivi finalmente alla sigla della convenzione e se ciò non accadrà, conclude Milillo, ''interverrà per decreto''

 

fonte: ansa