Cassazione, i rimborsi per le trasferte dei medici non vanno tassati

Professione | Redazione DottNet | 20/05/2015 19:39

Non è prevista alcuna trattenuta nel rimborso spese del medico specialista per lo svolgimento dell’incarico presso gli ambulatori esterni al comune di residenza. È quanto ha stabilito l’ordinanza n.6793/2015 della Cassazione, escludendo la tassabilità del risarcimento per i costi di viaggio ai fini IRPEF.

Secondo i giudici della Suprema Corte, il rimborso per le spese di viaggio sostenute dal medico specialista ambulatoriale per lo svolgimento del proprio incarico presso ambulatori esterni al comune di residenza ha natura risarcitoria, e non retributiva. Per queste ragioni il Sumai-Assoprof, il principale sindacato della medicina specialistica ambulatoriale, ha promosso un’azione risarcitoria e invita i suoi iscritti che ritengono di aver subito la stessa ingiustizia a fare ricorso.

 

“Ancora una volta sono stati calpestati i diritti degli operatori sanitari italiani – afferma il segretario generale del Sumai-Assoprof, Roberto Lala –, ma l’ordinanza della Cassazione ripristina la regolarità degli oneri retributivi. Si apre dunque la possibilità per i camici bianchi di recuperare migliaia di euro relativamente ai 4 anni precedenti alla data della richiesta, in caso di erroneo assoggettamento all’imposta. Siamo pronti a dare battaglia affinché ai medici venga restituito quel che gli è stato ingiustamente tolto. Per questo abbiamo deciso di dare ai nostri camici bianchi la possibilità di essere supportati nei ricorsi da chi ha già ottenuto grandi risultati in sede legale per il rimborso delle specializzazioni”.

 

“Per una valutazione della propria posizione – conclude Lala -  e per intraprendere l’azione, gli iscritti  potranno rivolgersi gratuitamente alle proprie segreterie provinciali. Indipendentemente dalle iniziative delle singole province il Sumai Assoprof ha stipulato una convenzione con Consulcesi, azienda che in ambito nazionale ha ottenuto notevoli risultati in molti procedimenti relativi a diritti negati ai medici, per consentire ai colleghi di essere sostenuti nelle azioni legali con competenza e con un impatto economico contenuto”.

 

 

fonte: sumai

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