Bio batteria per il rilascio interno dei farmaci

Medicina Generale | Redazione DottNet | 15/12/2008 16:30

Scienziati australiani hanno messo a punto una tecnica di impianti intelligenti' che possono somministrare farmaci in parti mirate del corpo, controllando i tempi di rilascio nel flusso sanguigno.

Gli impianti, soprannominati biobatterie', sono stati già sviluppati nella forma di stent bioassorbibili per uso su pazienti di malattie cardiache, ma secondo gli studiosi la tecnologia potrà eliminare la necessità di fonti elettriche esterne per i pacemaker e per gli impianti acustici cocleari, e potrà rivoluzionare il modo di far circolare i farmaci nell'organismo. La tecnologia, sviluppata dall'Istituto di ricerca sui polimeri intelligenti dell'università di Wollongong, e descritta sulla rivista New Scientist, si basa sull'uso di una lega di magnesio che si corrode gradualmente dentro il corpo, producendo un segnale elettrico che espelle il farmaco dalla struttura polimerica. Per controllare il tasso di emissione del farmaco, gli scienziati guidati dal direttore dell'Istituto Gordon Wallace, hanno rivestito la lega di magnesio con un polimero intelligente' biodegradabile che ne rallenta la corrosione. L'attuale generazione di stent utilizza metallo rivestito di una piccola dose di farmaco che si dissolve lentamente. L'impianto è permanente, produce una serie di effetti collaterali e rende difficile controllare il tasso di emissione del medicinale. La nuova tecnologia potrà essere usata per creare i materiali elettrici necessari per alimentare occhi bionici, pacemaker, muscoli artificiali e riparazioni di nervi, eliminando la necessità di una fonte esterna di energia, spiega il prof. Wallace.

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