Sul campo di battaglia in dietologia - II caso clinico

Paola Conforto | 29/05/2015 11:31

Questa settimana presenterò il caso di un paziente con una diagnosi di obesità grave complicata.

Un lui che ne ha passate tante, ma non ha paura di nulla se non di essere ancora ricoverato in urgenza.

Uomo, di 59 anni, obeso con BMI di 60.14, è affetto da cardiopatia ipertensiva, diabete mellito II, dislipidemia, TVP arti inferiori, due episodi di rottura varice arto inferiore sx, pregressa frattura femore dx e discopatie multiple con artrosi diffusa grave, ipoacusia bilaterale grave.

Faceva l’autista di camion ma non lavora più da divesi anni, da quando il diabete scompensato gli ha provocato degli episodi di stato comatoso, per cui non ha avuto il rinnovo della patente guida, poi una serie di episodi gravi a catena per varie patologie non gli hanno consentito più di lavorare. Ha seguito già diverse diete negli anni ma ha sempre ripreso peso per una sua incontrollabile tendenza a rifugiarsi in un mondo virtuale, fatto di internet e caramelle.

Viene da me per "provare" a dimagrire. Non vuole eseguire interventi chirurgici o pratiche simili per una fobia incontenibile al ricovero. Ci programmiamo così un percorso lungo e tranquillo e lo rassicuro che le sue esigenze personali le vivremo insieme, così ci potremo confrontare continuamente, che lo seguirò a giorni alterni con una “mini-visita” di controllo finché non avrò compreso tutte le sue esigenze e poi una volta alla settimana, faremo il punto della situazione ed una valutazione generale del percorso.

La componente psicologica è complessa, ma lavoreremo insieme, cercando di motivare sempre più i vantaggi di una riduzione di peso progressiva.

Cerco sempre di trovare una motivazione valida per cambiare abitudini e stile di vita. In questo caso scopro che la nascita di un nipotino, gli ha fatto riflettere sul suo stato di abbandono e rifiuto a curarsi. Il paziente inoltre deambula con difficoltà, si appoggia alla moglie che lo accompagna e lo sostiene con difficoltà. Così gli suggerisco di procurarsi una stampella, perché da subito dobbiamo interrompere l’assenza di attività fisica, sostituita da ore e ore di collegamenti a internet.

Il paziente molto raramente fa una passeggiata, solo quando deve fare qualche acquisto. Così gli fornisco una scheda di esercizi riabilitativi per le articolazioni da eseguire anche da seduto: “almeno ogni ora di internet 10 minuti di esercizi!”

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