Ex specializzandi, in Emilia risarciti finora 340 medici

Professione | Redazione DottNet | 26/05/2015 14:14

Nel corso dell'ultimo anno e mezzo sono stati 340 i medici dell'Emilia-Romagna, 170 nella sola Bologna, cui è stato riconosciuto il diritto a un rimborso per il mancato corretto trattamento economico durante la scuola e la specializzazione post laurea tra il 1982 e il 2006. E' quanto emerge dai numeri di Consulcesi, società attiva nella promozione di azioni legali a favore di riconoscimenti di diritti e rimborsi presente ieri nel capoluogo emiliano per restituire a medici specialistici assegni per un totale di 7 milioni di euro.

Le liquidazioni riconosciute da diversi Tribunali italiani, è stato spiegato in una conferenza stampa dalla stessa Consulcesi, variano da sentenza a sentenza e possono andare dai 9.000 euro per ogni anno di specializzazione, quindi 30.000-40.000 euro a medico, ai 12.000-13.000 euro per ogni anno di specializzazione, fino a 60.000-70.000 euro a medico.

A generare i rimborsi, le azioni legali presentate da diversi medici che - malgrado le direttive europee risalenti agli anni '70 in tema di giusta remunerazione degli specializzandi - non hanno ricevuto il corretto trattamento economico. Nel dettaglio, pur con l'obbligo imposto agli Stati membri di corrispondere il giusto compenso ai medici durante gli anni della scuola di specializzazione in medicina a partire dal 1983, lo Stato italiano non ha corrisposto le borse di studio per i medici immatricolati tra il 1982 e il 2006: cosa che ha generato un ampio contenzioso di fronte ai Tribunali italiani e che è costata all'Italia una condanna da parte della Corte di Giustizia Europea con due sentenze; una del 1999 e una del 2000.

Ad oggi, solo a favore dei medici tutelati da Consulcesi, sono stati riconosciuti più di 373 milioni di euro: solo negli ultimi mesi - è stato precisato - il totale degli assegni consegnati ai dottori supera i 120 milioni di euro.

Per l'Italia, è stato sottolineato da Consulcesi, quella dei rimborsi rischia di tradursi in una vera e propria emorragia con l'eventualità di un esborso complessivo di 4 miliardi di euro visto che ormai la giurisprudenza è univoca e consolidata e le liquidazioni sono sempre più veloci al fine di evitare ulteriori spese per interessi.

Per questo, è stato argomentato, sono stati presentati in Senato tre disegni di legge - uno nel 2013 e due nel 2014 - che propongono un accordo transattivo solo per i medici che avranno precedentemente presentato ricorso.

 

 

fonte: consulcesi

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