Calano i redditi dei medici. Rivisti al ribasso gli studi di settore

Redazione DottNet | 30/05/2015 16:16

In calo i redditi dei medici. Il dato si evince dall'analisi degli studi di settore diffusi dal ministero dell'Economia nei giorni scorsi. Che, per il 2015, sono stati corretti al ribasso in seguito alla crisi economica.

Secondo il Dicastero, nel 2013 diminuisce il reddito medio dei medici, che passa da 49.600 a 48.500 euro. Non se la passano meglio le altre attività professionali che accusano cali anche più vistosi: a cominciare da notai ed avvocati, con un reddito medio di 51.600 euro, una diminuzione piuttosto consistente rispetto all’anno prima (55.200 euro), mentre il reddito dei consulenti è rimasto stabile a 52.100 euro. Male anche gli autonomi: nel 2013 la flessione è stata dell’1,2% a fronte di un calo del prodotto interno lordo dell’1,7%. Secondo i dati del ministero dell’Economia il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è stato di 25.400 euro nel 2013 (i redditi sono quelli dell’anno precedente), contro i 25.700 denunciati nel 2012.


 

Al contrario, le dichiarazioni dell’anno scorso evidenziano un forte recupero di reddito in alcune attività manifatturiere. Nella fabbricazione dei prodotti chimici e delle fibre sintetiche, ad esempio, in un anno il reddito medio è passato da 40.700 a 50.600 euro, mentre nella fabbricazione di gomme e materie plastiche è salito da 37.700 a 47.200 euro. In leggero calo il reddito medio dichiarato dagli intermediari del commercio (34.200 euro contro 34.300), e nel settore dei servizi alla persona, dove si scende da 14.400 a 13.400 euro. Il reddito totale dichiarato attraverso gli studi di settore, che hanno interessato 3,6 milioni di contribuenti (-0,8% sul 2012) è stato di 98 miliardi di euro, in flessione dell’1,8%.


 

Studi di settore revisionati con stime di congruità al ribasso per via dell’effetto crisi. Sono questi i primi risultati delle simulazioni che scaturiscono dall’utilizzo di Gerico per gli studi 2015. L’iter che porterà all’applicazione degli studi in Unico 2015 manca comunque ancora di diversi tasselli dato che i modelli e le istruzioni pubblicate sono ancora in bozza e manca il provvedimento che deve ufficialmente licenziare i correttivi crisi.


 

In Unico 2015 si applicheranno 68 studi di settore che sono stati oggetto di revisione per il 2014. La revisione impatta sulla struttura di analisi dello studio per cui incide sulla stime della congruità e della coerenza di base. Per gli studi revisionati quest’anno, essendo stati presi a preso a riferimento i dati relativi alle dichiarazioni 2013 concernenti l’anno 2012, le nuove stime di Gerico, a parità di dati ed informazioni di base,si dovrebbero generalmente collocare al ribasso rispetto alla versione precedente per via dell’impatto dell’effetto crisi.


 

L’altra novità di quest’anno deriva dall’applicazione dei correttivi anticrisi. In Unico 2015, infatti, il sistema prevede che i correttivi congiunturali individuali applicabili a tutti gli studi di settore con esclusione dei professionisti con il modello a prestazioni, non abbiano più come parametro il calo dei costi operativi rispetto al biennio precedente, bensì un nuovo metro, stabilito dal calo di efficienza produttiva rispetto ai dati degli ultimi tre anni. Il correttivo è previsto si attivi nelle situazioni in cui, a fronte di un aumento del costo del personale o degli investimenti in beni strumentali, non si è registrato uno speculare aumento del fatturato, ovvero se a parità di fattori produttivi relativi ai beni strumentali e al personale addetto all’attività, si è verificata una contrazione dei ricavi. La diminuzione dell’efficienza produttiva si tradurrà in un coefficiente la cui entità sarà graduata a seconda dei casi.


 


 

Fonte: mef, sole24ore