Ue, la titolarità dell'esercizio è un'esclusiva del farmacista. 2

Redazione DottNet | 16/12/2008 12:25

La vicenda della procedura di infrazione alle norme comunitarie avviata contro l’Italia a proposito dell’organizzazione del servizio farmaceutico è giunta a una svolta fondamentale con il deposito del parere dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea, Yves Bot.

La normativa italiana che riserva la titolarità delle farmacie private ai soli farmacisti e a società composte da soci farmacisti non viola le libertà fondamentali sancite dal Trattato CE. Questo in sintesi il parere espresso dall’Avvocato Generale nelle sue conclusioni, pubblicate oggi, in merito alla procedura di infrazione della Commissione UE contro l’Italia, per la normativa sulla titolarità delle farmacie. Secondo Bot, in particolare, le disposizioni contestate dalla Commissione al Governo Italiano, pur costituendo una restrizione alla libertà di stabilimento sancita dall’art. 43 del Trattato CE, sono giustificabili in ragione dell’obiettivo di garantire un elevato livello di tutela della salute pubblica e non risultano essere una misura che eccede quanto necessario per la realizzazione di tale obiettivo. Una prima positiva conclusione che ricalca quella avutasi qualche settimana fa a proposito della Germania, quando lo stesso Avvocato Generale Bot aveva chiesto di far cadere gli addebiti mossi a quel paese sempre a proposito della riserva della titolarità ai farmacisti.
“E’ significativo - ha dichiarato il vicepresidente della FOFI, Andrea Mandelli - che l’Avvocato Generale suggerisca alla Corte di rinunciare al sindacato su norme nazionali che, ove modificate, andrebbero a sconvolgere gli assetti giuridici politicamente e democraticamente determinati dai Paesi, riconosca il primato dei Paesi Membri, nella definizione dei principi e delle norme che regolano il settore della salute e, quindi, anche della farmacia”. La sanità, insomma, deve restare materia di competenza degli Stati membri, che possono determinare autonomamente il livello di tutela della salute da perseguire e gli schemi organizzativi per conseguirlo. E’ un chiaro segnale, questo, che dà consistenza a quanto la Federazione sostiene da ormai lungo tempo, ovvero che la farmacia, ben lontana dall’essere una mera attività commerciale, rappresenta, prima di tutto, un presidio essenziale al servizio della salute del cittadino, la cui gestione è affidata dallo Stato alla competenza e alla professionalità del farmacista, che garantisce e risponde in prima persona della qualità del servizio fornito. Non è possibile, dunque, assoggettare indiscriminatamente il servizio farmaceutico alle leggi del mercato e della concorrenza.

 

“Siamo lieti di questo risultato” ha commentato ancora Mandelli “che premia l’azione della Federazione, che si è mossa immediatamente sul piano nazionale e comunitario per sostenere le ragioni che ora vediamo riconosciute in pieno dall’avvocato Bot. Ci auguriamo che la Corte segua il medesimo orientamento nella sua sentenza definitiva, attesa per la primavera del 2009”.
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato