I laureati in farmacia sono i più veloci a trovare lavoro

Farmacia | Redazione DottNet | 03/06/2015 15:02

Tra i laureati in farmacia, uno su due riesce a trovare lavoro a un anno dalla laurea. Se si considerano quelli impegnati in attività di formazione retribuita (secondo la definizione Istat di Forza lavoro) il rapporto sale addirittura a due su tre.

I dati arrivano dal Rapporto 2014 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani e di certo non sfuggiranno alle due commissioni (Finanze e Attività produttive della Camera) che devono esaminare il ddl concorrenza. Perché dimostrano che tra i farmacisti il problema dell’occupazione è sentito assai meno che tra gli altri laureati e, quindi, chi insiste per riportare nel ddl la deregulation della fascia C con la scusa che si creerebbero nuovi posti di lavoro sbaglia totalmente bersaglio. Leggere il Rapporto per credere: a un anno dal termine degli studi, dice di aver trovato lavoro il 53,7% dei laureati in farmacia del 2013 (laurea magistrale a ciclo unico); nessun’altra facoltà riesce a fare meglio, perché agrari e veterinari si fermano al 45,7%, gli architetti al 45,6%, i medici al 40,6%, gli avvocati al 40,8% e a seguite tutti gli altri (la media complessiva per tutte le lauree a ciclo unico non supera il 34,1%).

Le percentuali migliorano se l’analisi viene effettuata a cinque anni dal titolo: in questo caso, infatti, i farmacisti che hanno trovato lavoro sono l’84,9%, tallonati dagli architetti (84,2%) e dagli agrari-veterinari (83,9%), mentre gli altri seguono a debita distanza. Tant’è vero che la media espressa da tutte le lauree si ferma al 59,4%.

E non basta. Il Rapporto, presentato a Milano, attribuisce anche ai farmacisti la maggiore stabilità lavorativa: nella professione, infatti, i laureati che a cinque anni dal conseguimento del titolo dispongono di un contratto a tempo indeterminato sono il 66,6%, una quota che nessun’altra laurea riesce a superare (tanto che la media complessiva si ferma al 27,7%). Buono anche il livello delle retribuzioni: sempre a un quinquennio dalla laurea, i farmacisti che lavorano dichiarano in media uno stipendio mensile netto poco sotto i 1.400 euro, secondo solo a quello dei medici (circa 1.700 euro) ma superiore ad architetti e avvocati (meno di 1.200 al mese).

I dati, infine, dimostrano che i dati su stabilità e remunerazione degli occupati sono merito principale delle farmacie del territorio. Come spiega lo stesso Rapporto, infatti, i presidi dalla croce verde danno lavoro al 64% dei laureati, mentre nel Ssn – che si tratti di ospedali, Asl o servizi farmaceutici – trova posto soltanto il 15% dei farmacisti. E anche questa è un’informazione che alla Camera farà riflettere: l’occupazione si difende meglio a tenere la ricetta in farmacia, non a farla uscire.

 

 

fonte: almalaurea, federfarma

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