Scotti (Fimmg): Mmg dovrà avere un ruolo maggiore

Medicina Generale | Redazione DottNet | 08/06/2015 15:53

Silvestro Scotti, vice segretario della Fimmg e presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, fa il punto sulla convenzione, sui rapporti con gli altri sindacati e sulle elezioni Enpam appena concluse. Senza tralasciare qual è, secondo lui e la Fimmg, il futuro del medico di famiglia.

Scotti, l'argomento del giorno sono le aggregazioni territoriali per i medici di famiglia. Ma prima delle Aft c'è la convenzione da firmare. Finora non ci sono stati grandi passi avanti. 

 
La convenzione non è ferma per nostra intenzione. Il progetto della Fimmg lo abbiamo chiarito da tempo, come è ben noto. Finora le riunioni con la Sisac a cui abbiamo partecipato si sono concluse con un nulla di fatto per un atteggiamento della stessa parte pubblica, poco recettivo. Occorre mediare le posizioni, ma la controparte si è bloccata su alcuni punti per noi fondamentali. Poter subordinare i medici di famiglia senza però renderli dipendenti, quindi con tutte le tutele di un dipendente, è inaccettabile. E tutti i sindacati sono d'accordo su questo punto.
 
 
Ecco, lei ha citato gli altri sindacati. Ma le posizioni sembrano piuttosto discordanti. Penso allo Snami, per esempio.
 
 
Lo Snami ha una sua storia caratterizzata da una prevalente difesa della figura del medico singolo, almeno come si è identificato nel corso degli anni. E' un sistema che però non regge sia per come si sta evolvendo la sanità e sia rispetto alle altre professioni.
 
 
Si riferisce agli infermieri?
 
 
Anche: le professioni infermieristiche crescono perché stanno determinando nuove figure che di fatto schiacciano l'area medica che invece non si evolve. Il medico di famiglia ha bisogno di accrescere il suo ruolo in termini d'intensità e di complessità assistenziale, altrimenti si troverà soffocato tra professioni sanitarie sempre più competenti e un'area specialistica a cui queste professioni rimanderanno il paziente.
 
 
Un'analisi che obbliga a chiarire il futuro del medico di famiglia
 
 
Il problema è unire quello che si è e ciò che si dovrà essere. Il contratto deve prevedere che il medico di medicina generale mantenga il suo ruolo di persona di fiducia del paziente. Si tratta di un valore aggiunto per il professionista e per i suoi colleghi e che consente di mantenere la continuità delle cure, come l'H24. Ci dev'essere un dialogo costante e integrato con i servizi di continuità assistenziale, da una parte, e dall'altra la possibilità di uno scambio di azioni tra i vari specialisti per assistere il paziente al meglio.
 
 
Un progetto che richiama InnovaFimmg appena presentato
 
 
Infatti: Innovafimmg rappresenta la capacità di inserire negli studi di medicina generale strutture diagnostiche, anche se non possono essere estese a tutti per gli alti costi che comporta. Si tratta di avere la figura del medico esperto, ovvero un'opportunità per i colleghi che troveranno un riferimento per migliorare la qualità assistenziale.
 
 
Anche le aggregazioni territoriali, secondo il vostro programma svolgono un ruolo importante.
 
 
Il paziente deve restare al centro di un sistema fiduciario come possono fare solo le Aggregazioni territoriali. Che, però, devono assolutamente rimanere nel ruolo della medicina generale, perché se dovessero venire subordinate ad un distretto o a qualunque atto gerarchico, verrebbe a cadere il concetto di fiducia che è al centro del rapporto col paziente. Oggi abbiamo una situazione paradossale: l'articolo 32 della Costituzione antepone il diritto alle cure, mentre l'articolo 81 privilegia il pareggio di bilancio per i funzionari pubblici, ovvero le figure che governano la sanità e che devono rispondere ad un obiettivo economico. Noi, come medici, vogliamo solo rispondere all'articolo 32, i funzionari e i politici rispondano sui bilanci. Ed è per questo che dobbiamo rimanere autonomi: diventano subordinati rischiamo di ricevere direttive che ci impongono una stretta sulle spese, minando poi il rapporto fiduciario col paziente.
 
 
Si parla molto dell'articolo 566: che cosa ne pensa?
 
 
Tutti i problemi sono nella premessa dove non sono ben chiare le competenze dell'area medica. Ci sono diversi ruoli con responsabilità diverse, come viene chiarito nel profilo di responsabilità. Mi chiedo, chi stabilirà quali sono le competenze complesse e quelle specifiche? Chi, prima di approcciare un malato, potrà chiarire i ruoli?
 
 
Si sono appena concluse le elezioni Enpam. E anche qui non sono mancate le polemiche.
 
 
Noi Fimmg abbiamo schierato la primavera del nostro sindacato. Pochi dirigenti apicali ma molti colleghi con una scelta che soprattutto ricercava un allargamento delle competenze nella nostra base sindacale attiva. Altre liste si sono comportate in maniera diametralmente opposta con in lista segretari nazionali di sindacati che ci oppongono. A questo punto se la primavera Fimmg batte gli squadroni messi in campo dalle altre liste, io m'interrogherei sulla loro reale potenza
 
 
Polemiche ci sono state anche sul metodo per le elezioni.
 
 
In ogni caso ci sarebbero state critiche, uguali e contrarie, con qualunque metodo. Voglio solo aggiungere che questo è il momento di unirsi e non di separarsi. La Fimmg viene accusata di essere responsabile delle spaccature; ebbene noi abbiamo provato in passato a creare l'unione tra noi con l'intersindacale, come si ricorda nelle precedenti contrattazioni. Ma il risultato è sempre stato lo stesso per gli altri sindacati: “una firma critica, tecnica, oppositiva”. Si sono inventati tutti gli aggettivi possibili per giustificare, con i propri iscritti, l'accordo con la Fimmg.
 
 
Silvio Campione

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