Inchiesta dei Nas in Umbria sulle carenze: si parte dai grossisti

Farmacia | Redazione DottNet | 10/06/2015 15:01

Parte da Perugia un'inchiesta che darebbe ragione a Federfarma che le carenze si contrastano con ispezioni e verifiche tra i grossisti, per “smascherare” gli intermediari dediti in realtà al parallel trade

L’inchiesta umbra, infatti, nasce da una verifica dei Nas sulle licenze concesse dalla Regione ad alcuni depositi farmaceutici. I carabinieri, in particolare, avrebbero appurato che i proprietari non dispongono di tutti i requisiti richiesti dalla legge e che gli uffici regionali incaricati di vigilare non hanno vigilato. Di qui avvisi di garanzia a cinque persone (tra le quali due titolari di farmacia) e perquisizioni negli uffici dell’assessorato alla Salute, per verificare se dietro alle apparenti “leggerezze” della Regione non ci siano illeciti (tra gli indagati c’è un ex dirigente della Direzione generale sanità).

Ancora non è certo che i depositi coinvolti facessero parallel trade, ma la vicenda perugina sembra dare ragione alla battaglia di Federfarma per la “tolleranza zero”: una maggiore severità nel rilascio delle licenze per la distribuzione all’ingrosso renderebbe più difficile la vita a chi mira soltanto a esportare (con effetti ben noti sulla reperibilità di alcuni farmaci). «Ben vengano le indagini dei Nas» conferma il presidente di Federfarma Umbria, Augusto Luciani «le autorizzazioni vanno rilasciate soltanto a chi fa veramente il grossista».

Intanto nella filiera è ripreso il confronto sul fenomeno carenze e sulle misure con cui combatterlo, tanto che una piattaforma condivisa dovrebbe essere presto portata al Tavolo sulla farmaceutica (“riaperto” nel gennaio scorso dal ministero dello Sviluppo dopo più di un anno di stop). Questo l’esito dell’incontro a quattro che ha messo di fronte Farmindustria, Federfarma, Adf e Federfarma Servizi: la riunione, cui erano presenti per la prima volta anche i funzionari di alcune Regioni, ha fatto registrare una convergenza significativa sulla quale imbastire un documento di proposte comuni, che ogni sigla potrebbe poi integrare per conto proprio. Una bozza della piattaforma dovrebbe essere redatta entro il prossimo mese.

 

 

fonte: federfarma

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