Una nuova opzione terapeutica per il trattamento dell’HBV

Medical Information Dottnet | 02/07/2015 17:36

Uno studio recente dimostra che la tecnologia nucleic acid polymer (NAP) rimuove l’antigene HBV e aumenta la risposta agli immunoterapici.

Uno studio clinico di fase II è in corso per valutare l’efficacia del composto REP 2139CA, la cui attività si basa sulla tecnologia Novel nucleic acid polymer (NAP), nel ridurre gli antigeni di superficie dell’epatite B (HBV) e l’RNA del virus dell’epatite D (HDV) nei pazienti caucasici con coinfezione da HBV/HDV e validare i risultati positivi ottenuti da uno studio precedente condotto nella popolazione asiatica.

La tecnologia NAP agisce riducendo gli antigeni di superficie circolanti, che derivano da particelle subvirali di HBV, a livelli non rilevabili durante il trattamento della durata di 20 settimane. Questa tecnologia nasce per superare i limiti delle terapie esistenti a base di interferoni oppure inibitori delle polimerasi HBV, che non risultano efficaci nella cura dell’HBV perché non sono in grado di bloccare il rilascio dell’antigene di superficie dell'HBV nel sangue e, di conseguenza, mostrano un effetto marginale nel ripristinare la risposta immunitaria del paziente all’HBV.

Le particelle subvirali sono prodotte e rilasciate da cellule epatiche infettate e portano l'antigene di superficie. Gli antigeni di superficie dell'HBV circolanti nel sangue interferiscono con la capacità del sistema immunitario di combattere il virus portando l'infezione a diventare cronica. Interferendo con i processi biochimici coinvolti nella formazione di particelle subvirali all'interno degli epatociti infettati, la tecnologia PAN impedisce il rilascio di queste particelle e dell'antigene di superficie (HBsAg) dagli epatociti infettati. In molti casi, l’eliminazione degli antigeni di superficie basta a determinare l’eliminazione completa e il controllo dell’infezione da parte del sistema immunitario.

Sono stati coinvolti nello studio 12 pazienti con co-infezione da HBV e HDV. Al momento dell’inclusione nello studio, i pazienti mostravano livelli dell’antigene HBV superiori a 1.000 UI/mL con epatopatia compensata, fibrosi da lieve a moderata e assenza di cirrosi. I pazienti sono stati trattati con REP 2139-Ca in monoterapia per infusione una volta alla settimana per 15 settimane. Dopo il trattamento in monoterapia con REP 2139-Ca, i pazienti saranno successivamente trattati per altre 15 settimane in trattamento combinato con Pegasys (peginterferone alfa-2a) seguite da 33 settimane di monoterapia con Pegasys per un totale di 48 settimane. Infine, i pazienti saranno sottoposti ad un periodo di follow-up di 24 settimane.

I risultati presentati, che riguardano la prima parte dello studio relativa alla monoterapia con REP 2139-Ca, evidenziano che il trattamento riduce i livelli dell'antigene di superficie da >10.000 UI/mL a <0,1 UI/mL. I medesimi livelli di diminuzione dell’antigene di superficie sono stati osservati nei precedenti studi condotti nella popolazione asiatica. All'inizio del trattamento è stata osservata anche una drastica riduzione dell’ HDV RNA a livelli non rilevabili mentre la quantità di HBV RNA è risultata molto bassa e si pensa che potrebbe essere ulteriormente ridotta dalla successiva terapia combinata, come riscontrato negli studi clinici relativi alla popolazione asiatica.

I risultati preliminari dello studio mostrano l’efficacia dell’approccio antivirale con REP 2139-Ca nei pazienti con co-infezione da HBV e HDV, nei quali può rappresentare una svolta per il ripristino del controllo immunologico. Gli studi di fase II precedentemente condotti in Asia hanno contribuito a chiarire che la rimozione dell’antigene di superficie dell'HBV è un passo molto importante per migliorare la risposta immunitaria, perché sembra che l’HBsAg sia in grado di inficiare l'efficacia dell’immunoterapia. Infatti, nei pazienti in cui è stato rimosso l’HBsAg mediante il trattamento con REP 2139-Ca è stato osservato un forte effetto immunologico dell’immunoterapia. In conclusione, la terapia combinata con REP 2139-Ca e gli immunoterapici si presenta come una nuova e importante opzione terapeutica nella cura dell'epatite B.

Referenze:

Bazinet M, Pantea V et al. Significant reduction of HBsAG and HDV RNA by the nucleic acid polymer REP 2139 in Caucasian patients with chronic HBV/ HDV co-infection (L02). Presentato ad aprile 2015.

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