Se il BMI non supera 50 interverreste chirurgicamente?

Medicina Interna | Paola Conforto | 11/06/2015 15:31

Personalmente ci penserei a lungo, prima di ridurre a un tubulo il mio stomaco senza che sia affetto da una patologia grave. Ma esiste un paziente/cliente per ogni diagnosi.

Ricevo una telefonata di richiesta di elaborazione dieta per una paziente gastroresecata, che dopo quindici giorni di dieta liquida, fornita dal centro che l’ha seguita, dovrà passare ad una dieta semisolida. In questa fase non chiedo molti dati sulla patologia d'ingresso, ma mi concentro sui dati anagrafici e sulle indicazioni stradali per raggiungermi. Quando ricevo la paziente si tratta di una giovane di 25 anni, allegra e disponibile al dialogo, con BMI iniziale di 43.26 e quindi con diagnosi di obesità grave trattata chirurgicamente con la "laparoscopic sleeve gastrectomy" o in italiano la tubulizzazione gastrica laparoscopica. Questa tecnica chirurgica innovativa avrebbe in più l'effetto di generare un disinteresse per il cibo, ma comunque il supporto psicologico e dietologico non può essere trascurato, poichè sono tante "le novità" da effettuare dopo la gastrectomia, sia comportamentali che alimentari. La paziente, in due settimane dall'intervento, è dimagrita 8 kg. Con mia sorpresa nessun collega o operatore sanitario ha pensato di istruire la paziente sul recupero muscolare non “alimentare” della paziente. Così, nel colloquio che precede l’elaborazione della dieta, scopro che nel tentativo di fare qualche breve passeggiata, la paziente ha avuto episodi di malessere che l’hanno  costretta a rientrare a casa, generando il panico nei familiari e nella paziente stessa. Abbiamo iniziato col piede sbagliato! Così la rassicuro che anche l’attività fisica avrà i suoi tempi di ripresa. Mi sono fatta la convinzione che questa paziente non sia stata bene istruita sul “dopo” intervento, ma solo sul grandioso e brillante effetto dimagrante di questa tecnica. Così seguendo tutti gli accorgimenti del caso, elaboro una dieta semisolida con un suggerimento appropriato di rieducazione fisica e comportamentale per evitare qualsiasi malessere. Se comunque dovesse sentirsi in qualsiasi modo a disagio o non perfettamente bene la invito a contattarmi. La rassicuro con un po’ di umorismo e le dico che senza dover diventare “amiche del cuore”, sarà gradita qualsiasi confidenza lei ritenga voglia farmi. La congedo con una promessa a non sentirsi malata ma in corso d’opera di rimodellamento. Le consiglio inoltre di applicare sulle zone critiche (braccia, seno, addome e cosce) una crema idratante a base di olio d’oliva, centella e acido glicolico due volte al giorno.

 

"Contenuto a carattere medico o sanitario proveniente da una esperienza personale dell’utente"

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