Enpaf, dubbi di costituzionalità sulla spending del 2012

Previdenza | Redazione DottNet | 11/06/2015 13:41

Dovrà essere la Corte costituzionale a giudicare la legittimità della spending review imposta all’Enpaf e alle altre casse private dalla legge 135/2012, quella (per intenderci) del tetto sulla spesa farmaceutica territoriale all’11,35%. Lo stabilisce l’ordinanza con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato due anni fa dall’istituto di previdenza dei commercialisti e bocciato in prima istanza dal Tar Lazio.

La spending review, che imponeva agli enti pubblici tagli sui costi intermedi del 5% per il 2012 e del 10% per il 2013 (con versamento all’Erario dei risparmi conseguiti), era stata estesa alle casse private in quanto ricomprese nell’elenco Istat delle pubbliche amministrazioni. Nel 2013, davanti al ricorso dei commercialisti, i giudici amministrativi laziali avevano confermato la legittimità dell’intervento, ma in appello il Consiglio di Stato ha espresso valutazioni opposte: non è dirimente la natura pubblica o meno delle Casse, quanto piuttosto la provenienza privata dei contributi raccolti dagli istituti di previdenza, «volti a costituire le risorse per il futuro trattamento pensionistico». Le entrate delle Casse, in altri termini, non provengono da «trasferimenti statali» ma dagli iscritti; ne consegue che la spending review arreca una lesione alla loro «autonoma determinazione».

Sulla base di tale considerazione, il Consiglio di Stato ha dunque ritenuto che il provvedimento impugnato dai commercialisti violerebbe almeno un articolo della Costituzione – il 23 – e forse un’altra mezza dozzina (3, 35, 36, 38 e 53, più il 2 e il 97). Di qui la decisione di rimettere il dubbio al vaglio della Consulta. La spending review era costata all’Enpaf circa 245mila euro, 75mila nel 2012 e 170mila nel 2013.

 

 

fonte: federfarma, filodiretto

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