Lucio Romano: Ddl 1648 contro il rischio clinico a tutela del medico

Redazione DottNet | 15/06/2015 15:51

Rischio clinico, come affrontarlo. Il senatore Lucio Romano nei mesi scorsi ha presentato il DDL 1648 sulle Norme per la tutela della salute, per la disciplina del rischio clinico e della responsabilità professionale medica, del quale l'esponente politico è proponente e primo firmatario. Il disegno di legge prevede una serie di interventi che, secondo l'esponente politivo. sarebbero indispensabili per affrontare adeguatamente la gestione del rischio clinico. A margine del Convegno “La responsabilità medica tra alleanza terapeutica e medicina difensiva - quale futuro?”, che si è svolto a Napoli presso la clinica Ruesch, abbiamo intervistato il senatore Romano.

Senatore lei sostiene che la medicina vive un paradosso, tra progresso e diffidenza da parte dei pazienti.


 

I pazienti vivono un rapporto conflittuale con la classe medica, nonostante la medicina abbia raggiunto enormi capacità diagnostiche. Conseguenza di quello che io chiamo appunto un paradosso è una crescente conflittualità tra sanitari e pazienti.


 

In effetti i dati non sono confortanti. Aumentano le liti con costi ormai difficili da sostenere.


 

Secondo l'Ania tra il 1994 e il 2012 il numero dei sinistri da responsabilità professionale medica denunciati si è più che triplicato, passando da poco più di 9.500 a oltre 31.000, con una concomitante forte crescita del costo dei risarcimenti. In particolare vi è stato un aumento delle denunce nei confronti sia dei singoli medici (oltre 11.000 nel 2012) che delle strutture sanitarie (circa 20.000), con un incremento complessivo del 255 per cento rispetto ai dati del 1994. Aumentano anche le sentenze in materia di responsabilità professionale: tra la fine degli Anni 90 e nei successivi vent'anni c'è un incremento del 373 per cento di pronunce pubblicate.


 

Però non tutte le denunce si trasformano in una condanna per il medico.


 

Occorre considerare il danno all'immagine del medico, anche se il contenzioso si conclude con un'assoluzione per il professionista. E poi ci sono da mettere in bilancio le spese legali, i lunghi iter processuali. Una situazione che alimenta la medicina difensiva con ulteriori costi per il servizio sanitario nazionale. E infine aggiungo le difficoltà per il sanitario di stipulare polizze, sempre più costose.


 

Un contesto non facile, dunque. Ed è qui che interviene il Ddl 1648 del quale lei è proponente e firmatario. Che cosa prevede la norma?


 

Una serie di interventi che appaiono indispensabili per affrontare adeguatamente la gestione del rischio clinico. A cominciare dalla presenza di un modello organizzativo all’interno delle strutture sanitarie con il compito di prevenire e gestire tale rischio. Una struttura del genere rappresenta il migliore strumento per impedire gli eventi avversi da difetti di comportamento tecnico-professionale degli operatori sanitari, aumentando la sicurezza del paziente. La riconducibilità obbligatoria degli oneri risarcitori da responsabilità civile a carico della struttura sanitaria, con nuova definizione degli ambiti di responsabilità dell’operatore sanitario e delle azioni di rivalsa, consente inoltre ai medici di agire in un clima di maggiore serenità assicurando così una migliore tutela della salute del paziente. Peraltro la proposta legislativa si salda con recenti interventi normativi finalizzati al contenimento dell’esposizione alla responsabilità da malpractice in sede primariamente penale, rappresentandone una diversificata estensione nel settore del ristoro civilistico del danno.


 

Ha previsto eventuali costi aggiuntivi per le casse statali?


 

Il DDL 1648 non comporta nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato. Tutte le procedure indicate sono infatti in parte già contemplate nell’attività assistenziale routinaria seppure non informatizzate, oppure modificano l’organizzazione di accoglienza con personale già esistente. Inoltre il disegno di legge, se approvato, porterebbe un elevato risparmio di finanza pubblica. Infatti il costo economico della malpractice raggiunge i 2 miliardi di euro l’anno a cui vanno associati i costi legati al fenomeno della medicina difensiva ovvero dei ricoveri, delle indagini e dei trattamenti prescritti in eccesso dai medici ai loro pazienti allo scopo di evitare futuri rischi legali.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato