Anaao, si va verso lo sciopero: contratto e responsabilità fermi

Sindacato | Redazione DottNet | 15/06/2015 19:51

Dopo la minaccia annunciata e rientrata dei medici di famiglia, che restano in stato di agitazione nell'attesa dell'approvazione definitiva dell'accordo che porterà alla riforma della medicina del territorio, ora anche i medici ospedalieri alzano gli scudi e si dicono pronti a incrociare le braccia.

Il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici del servizio pubblico che aderiscono all'Anaao Assomed minaccia lo sciopero per il rinnovo del contratto (scaduto da ben sei anni), la calendarizzazione e l'approvazione di una legge sulla responsabilità professionale che definisca un inquadramento specifico della colpa medica ed il passaggio ad un sistema no fault, ma anche per la stabilizzazione dei precari della sanita' e molto altro. La direzione nazionale e il consiglio nazionale dell'Anaao Assomed riuniti a Milano nei giorni scorsi, hanno approvato la relazione del segretario nazionale e hanno dato mandato all'esecutivo nazionale di mettere in campo, con le più larghe alleanze possibili, ogni azione, non escluso lo sciopero nazionale. I medici chiedono l'innovamento del Ssn, ribadendone la sostenibilità ed il valore di patrimonio sociale, civile ed economico, ''mettendo fine ad un definanziamento continuo, pari nel periodo 2010-2017 a 40mld di euro''.

 

 

Ma la preoccupazione riguarda anche il blocco del turnover generalizzato e l'abolizione del vincolo della spesa del personale al 2004, -1,4%. Altro tema posto sul tavolo ottenere la calendarizzazione e l'approvazione di una legge sulla responsabilità professionale che definisca un inquadramento specifico della colpa medica. I medici rivendicano il rinnovo del contratto di lavoro, ''sottoposto ad un blocco di durata tale da trasformarlo in un provvedimento strutturale che fa pagare al costo del lavoro pubblico il prezzo più alto sull'altare del risanamento dei conti''. Il contratto e' infatti scaduto da 2009. Ma la protesta riguarda anche una serie di questioni di assistenza generale: la ridefinizione dei livelli essenziali organizzativi, l'applicare gli standard sulla definizione del numero delle strutture complesse e semplici in maniera equa, non punitiva per il SSN e non limitante i servizi per i cittadini, denunciando l'ulteriore taglio di posti letto, sostituiti da posti barella, ed il rischio di desertificazione sanitaria dei territori.

 

Ecco il dettaglio delle richieste

 

- innovare il Ssn, ribadendone la sostenibilità ed il valore di patrimonio sociale, civile ed economico, mettendo fine ad un definanziamento continuo, pari nel periodo 2010-2017 a 40mld di euro;

- migliorare le condizioni di lavoro della dirigenza medica e sanitaria, attraverso la fine di un blocco del turnover generalizzato e l’abolizione del vincolo della spesa del personale al 2004, -1,4%;

- rivendicare, all’interno della Pubblica Amministrazione, un ruolo speciale e specifico per la dirigenza medica e sanitaria ed una sua autonoma area contrattuale;

- ottenere la calendarizzazione e l’approvazione di una legge sulla responsabilità professionale che definisca un inquadramento specifico della colpa medica ed il passaggio ad un sistema no fault;

- richiedere la stabilizzazione dei precari della sanità, come proposto per la scuola, anche attraverso modifiche legislative del Dpcm pubblicato nei mesi scorsi, rivelatosi inefficace, come proposto dal Consiglio Regionale Anaao della Campania;

- abolire l’incipit del comma 566 della legge di stabilità 2015 e far riconoscere, nella gerarchia delle autonomie professionali, il ruolo dei medici quali responsabili dell’integrità funzionale e organizzativa del processo di cura;

- rivendicare il rinnovo del CCNL, sottoposto ad un blocco di durata tale da trasformarlo in un provvedimento strutturale che fa pagare al costo del lavoro pubblico il prezzo più alto sull’altare del risanamento dei conti;

- definire i livelli essenziali organizzativi capaci di assicurare l’efficacia e l’efficienza delle strutture sanitarie previste dal regolamento sugli standard strutturali;

- applicare gli standard sulla definizione del numero delle strutture complesse e semplici in maniera equa, non punitiva per il SSN e non limitante i servizi per i cittadini, denunciando l’ulteriore taglio di posti letto, sostituiti da posti barella, ed il rischio di desertificazione sanitaria dei territori;

- rivendicare le prerogative sindacali anche attraverso l’impegno delle Regioni e delle Aziende ad aprire la stagione dei contratti integrativi;

- modificare il sistema formativo contrattualizzando il periodo post laurea e riducendo il numero di accessi al corso di laurea per pareggiarlo a quello dei contratti di formazione specialistica disponibili;

- difendere i livelli economici dei trattamenti di quiescenza dei Medici e Dirigenti sanitari.

 

 

Fonte: anaao

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