La ricostruzione del complesso areola-capezzolo

Ezio Nicola Gangemi | 17/06/2015 11:42

La ricostruzione mammaria dopo una mastectomia è un momento importante nel recupero psicosociale di una donna che ha dovuto lottare contro il tumore al seno.

La ricostruzione del capezzolo e dell’areola rappresenta il completamento dell’iter ricostruttivo ed è fondamentale per ridare al seno un aspetto gradevole. Infatti, a meno che si utilizzino tecniche chirurgiche che prevedono il risparmio dell'areola e del capezzolo durante l'intervento demolitivo, al termine di una ricostruzione mammaria (non importa se eseguita con espansori o con tessuti propri) sarà necessario ricostruire anche il complesso areola capezzolo. La dimensione, la posizione, la proiezione e il colore dell’areola-capezzolo sono fattori determinanti per la riuscita estetica della ricostruzione.

Le pazienti che hanno subito interventi demolitivi con asportazione del complesso areola-capezzolo (per un tumore, un trauma o un problema congenito) continuano a provare un disagio psicologico anche molto tempo dopo la ricostruzione mammaria; viceversa la ricreazione del complesso areola-capezzolo può ridurre questo disagio. Diversi studi hanno dimostrato infatti come questo intervento correli con il grado di soddisfazione del paziente e l'accettazione della propria immagine corporea aumentando sensibilmente il risultato ricostruttivo [1].

Il miglioramento ottenuto grazie alla ricostruzione areola-capezzolo è dimostrato dai risultati di un'indagine psicologica retrospettiva che ha confrontato il livello di soddisfazione delle donne che avevano subito la ricostruzione del seno con o senza ricostruzione areola-capezzolo; una correlazione altamente significativa è stata osservata tra il livello di soddisfazione e la presenza del complesso areola-capezzolo. Artisti e anatomisti considerano il complesso areola-capezzolo una componente essenziale nella definizione dell'unità estetica del seno, e più le mammelle sono piccole più le caratteristiche fisiche del capezzolo acquistano importanza.

Per ottimizzare il posizionamento del capezzolo è raccomandabile attendere fino al completo assestamento del seno ricostruito (6-12 mesi dopo la ricostruzione); proprio per questo motivo capita che tale intervento non venga effettuato in quanto la paziente preferisce evitare il ricorso a ulteriori interventi chirurgici.

Le tecniche attuali sono in grado di fornire un risultato duraturo e gradevole con minima morbilità.

L’intervento può essere eseguita in modo sicuro in anestesia locale e in regime ambulatoriale e dura generalmente 45-60 minuti.

Dopo l'operazione la ferita viene coperta con una medicazione per evitare infezioni e assorbire eventuali emorragie che possono verificarsi. La rimozione punti avviene dopo circa 7-10 giorni e la completa guarigione in 15-20 giorni.

Esistono diverse tecniche per ricostruire il complesso areola-capezzolo nella donna mastectomizzata e trovano le proprie indicazioni nei pazienti in base alle singole problematiche cliniche.



CAPEZZOLO:

Prelievo di parte del controlaterale: nei casi in cui il capezzolo sia ben proiettato e di grandi dimensioni

Lembo locale: viene utilizzato un lembo a stella a tre punte che suturate tra loro in maniera opportuna permette di ottenere una struttura cilindrica dotata di una buona proiezione

Protesi: per le pazienti che non vogliono avvicinarsi nuovamente alla chirurgia

 

AREOLA:

Prelievo di parte della controlaterale: nei casi in cui ci sia un’areola piuttosto grande è possibile ridurne in parte il diametro trapiantando la parte più esterna nel nuovo complesso areola-capezzolo

Innesto cutaneo: prelievo di una losanga di pelle da un sito donatore con caratteristiche di colore leggermente più scure (generalmente la regione inguinale) da trapiantare all'apice del cono mammario in modo da ottenere un effetto pigmentato rispetto alla cute circostante; in cinque giorni si verifica l'attecchimento nella nuova sede della cute che in breve tempo assume il colore di una nuova areola; si crea inoltre una cicatrice residua nel sito donatore , solitamente una linea retta lunga circa 5-6 cm facilmente mascherabile con gli slip

Tatuaggio intradermico: rappresenta l'alternativa non chirurgica ed evita quindi la cicatrice al sito donatore; viene eseguito ambulatorialmente del colore più simile alla areola controlaterale; sono sempre necessarie due sedute e spesso anche una terza e una quarta (in base alla risposta soggettiva).

 

Il complesso areola capezzolo è notevolmente variabile in dimensione, consistenza e colore in tutti i gruppi etnici e tra gli individui. Esiste inoltre una differenza apprezzabile tra i due complessi areola-capezzolo nello stesso paziente. In generale l’areola ha un diametro di 4-5 cm, con un diametro e una proiezione capezzolare pari a un terzo/un quarto del diametro areolare.

Non esistono controindicazioni generali alla ricostruzione del complesso areola-capezzolo. Naturalmente è comunque essenziale la valutazione anamnestica e clinica della paziente che può controindicare la procedura in casi particolari. Infatti ad esempio quando i tessuti cutanei e sottocutanei mammari si presentano di scarsa qualità, per esempio per trattamenti con radioterapia, può esserci un aumentato rischio di complicanze e di un risultato non soddisfacente. Inoltre la presenza di precedenti cicatrici della mastectomia va valutata attentamente onde evitare di compromettere l’afflusso di sangue al capezzolo ricostruito.

Il problema più comune successivo alla ricostruzione è la perdita nel tempo di proiezione del capezzolo e di pigmentazione dell’areola che a volte necessita di un intervento secondario di revisione a distanza di anni.

 
[1] Farhadi J, Maksvytyte  GK, Schaefer DJ, Pierer G, Scheufler O. Reconstruction of the nipple-areola complex: an update. J Plast Reconstr Aesthet Surg (2006) 59: 40–53

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