Eterologa, il Css vara le nuove norme: anche la mappa cromosomi

Redazione DottNet | 21/06/2015 17:20

E' necessario che i donatori di gameti per la fecondazione eterologa effettuino anche una mappa cromosomica, oltre a vari altri test di controllo, per ridurre al minimo il rischio di trasmissione di eventuali patologie genetiche.

E' questa la 'stretta' che arriva dal Consiglio superiore di sanità (Css): la raccomandazione è contenta nel parere con cui il Css ha dato il via libera al Regolamento messo a punto dal ministero della Salute che recepisce la direttiva Ue 2012 sul controllo di tessuti e cellule umani, un provvedimento atteso e che specifica le varie analisi cliniche di controllo da effettuare prima della donazione.

 

Intanto, da Firenze arriva l' annuncio della nascita di un primo bimbo da eterologa a luglio. Il Regolamento, che ha ricevuto il via libera dal Css, completa dunque la normativa in materia, dopo il parere positivo del Consiglio lo scorso maggio alle nuove linee guida sulla legge 40 per la procreazione medicalmente assistita (Pma) realizzate dal ministero, nelle quali si prevede anche che le coppie che accedono all'eterologa non possano scegliere le caratteristiche somatiche del proprio figlio. Nel Regolamento si fissano pure il limite massimo di 10 nascite per ogni donatore e paletti per l'età entro cui è possibile donare gameti.



Il quadro normativo, dunque, si precisa ulteriormente, mentre sembra che finalmente anche in Italia la tecnica dell'eterologa stia partendo concretamente: ''Dopo i problemi registrati nei mesi scorsi per la carenza di donazioni e dunque di gameti disponibili - afferma la direttrice del Centro di pma dell'Ospedale Careggi di Firenze, Elisabetta Coccia - l'eterologa sta finalmente partendo. Vari centri pubblici hanno definito contratti con banche del seme estere ed i gameti iniziano ad essere disponibili. Prevediamo dunque un notevole incremento degli interventi nei prossimi mesi''. In particolare, ha sottolineato, ''al Careggi stiamo anche attivando una Banca del seme maschile ed abbiamo tre prime donatrici volontarie italiane''.

 

Quindi un annuncio: ''E' attesa entro luglio - afferma Coccia - la prima nascita di un bambino da fecondazione eterologa a Firenze, all'Ospedale Careggi''. Sarebbe il terzo bebè nato in Italia grazie a tale tecnica, dopo i due gemelli venuti alla luce a Roma lo scorso marzo. Sempre al Careggi, dice l'esperta, ''sono almeno una decina le gravidanze da eterologa in corso, ed abbiamo 200 coppie in lista di attesa, delle quali il 65% arriva da altre Regioni, dal nord al sud dell'Italia''. Ma sul fronte eterologa, nonostante si stia superando il problema della carenza di gameti, la situazione resta tuttavia complessa, soprattutto per le varie difformità da Regione a Regione: ''In realtà - spiega Coccia - sono ancora poche le Regioni che hanno recepito con delibera le linee guida sull'eterologa della Conferenza delle Regioni del 2014, e se vari centri privati si stanno attivando, i centri pubblici che sono partiti sono molti di meno''. Quanto ai costi, in attesa dell'approvazione definitiva dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) che dovrebbero includere anche la pma omologa ed eterologa, dominano ancora una volta le differenze territoriali: ''Al momento - rileva l'esperta - solo poche Regioni, tra cui Toscana, Veneto e Friuli, offrono l'eterologa gratuitamente o con ticket, sulla base di provvedimenti regionali. Una situazione - conclude - che sta costringendo sempre più coppie a spostarsi in Regioni diverse dalle proprie''.

 

Un limite massimo di 10 nascite per ogni donatore e paletti per l'età entro cui è possibile donare gameti. A prevederli, secondo quanto si apprende, è lo schema di Regolamento ministeriale, per il quale il Consiglio superiore di Sanità (Css) ha espresso parere favorevole, che recepisce la direttiva Ue 2012 sul controllo di tessuti e cellule umani.

Per quanto riguarda l'età, la donazione di cellule riproduttive è consentita agli uomini di età non inferiore si 18 anni e non superiore ai 40, ed alle donne tra i 20 e i 35 anni.

Gli stessi limiti erano anche indicati nelle linee guida sulla fecondazione eterologa approvate dalla Conferenza delle Regioni nel settembre 2014. I limiti di età per la donazione sono motivati dal fatto che all'aumentare dell'età dei donatori aumentano anche i fattori di rischio di tipo genetico.

Si prevede inoltre, così come già stabilito nelle linee guida delle Regioni, che i gameti di uno stesso donatore non possono determinare più di 10 nascite, ma tale limite può essere derogato nel caso in cui una coppia, che abbia già avuto un figlio tramite procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, voglia sottoporsi nuovamente a tale pratica utilizzando i gameti del medesimo donatore.

Nel Regolamento si specificano i test di controllo previsti per i donatori e si sottolinea che devono essere effettuati una consulenza genetica, il test per la fibrosi cistica ed eventuali altri esami ritenuti necessari. E' inoltre vietata la donazione di cellule riproduttive tra parenti fino al quarto grado, e si precisa che la coppia ricevente deve essere informata del fatto che gli esami di controllo sul donatore non possono comunque garantire, in modo assoluto, l'assenza di patologie per il nascituro. Rispetto a quanto previsto dal Regolamento ministeriale, il Consiglio superiore di sanità, esprimendo un parere favorevole, ha tuttavia indicato la necessità che venga effettuata anche una mappa cromosomica (analisi genetica del cariotipo) del donatore al fine di prevenire ulteriormente il rischio eventuale di trasmissione di patologie genetiche.

Il Css ha pure indicato, sempre secondo quanto si apprende, che la consulenza da parte del genetista - prevista dal Regolamento - sia corredata da un referto scritto da parte dello specialista.

 

fonte: css, ansa