Contarina (Federfarma Roma): rischio monopolio con i grandi capitali

Farmacia | Redazione DottNet | 21/06/2015 19:00

Il presidente di Federfarma Roma, Vittorio Contarina, risponde alle osservazioni del presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella quando afferma che anche il ruolo delle farmacie necessita «di regolazione, poiché sono ampiamente caratterizzati da esternalità, asimmetrie informative, esigenze di servizio universale e condizioni di monopolio naturale».

Per Pitruzzella l‘apertura alla concorrenza “si colloca nell’ambito di un cambiamento del quadro giuridico che finalmente sta creando un ambiente favorevole all’iniziativa economica e che rimuove alcune delle principali cause del deficit di competitività”. “Una regolazione meno invadente - continua Pitruzzella - aumenterebbe la libertà imprenditoriale e le opportunità di imprese individui, amplierebbe gli ambiti di profitto e l’occupazione”. Se le parafarmacie hanno plaudito a questa affermazione, meno i farmacisti. Vittorio Contarina invita alla riflessione riguardo “l'entrata indiscriminata delle società di capitali nelle quote delle farmacie italiane, che porterebbe le grandi multinazionali a invadere prepotentemente questo mercato, creando in poco tempo i presupposti per situazioni monopolistiche che andrebbero inevitabilmente a cancellare l'attuale sana concorrenza tra farmacie. A quel punto sì che dovrebbe intervenire l'Antitrust”.

 

 

Per questo motivo – continua Contarina - credo che la maggioranza delle quote debba necessariamente rimanere in mano a un farmacista che garantisca che non si operi unicamente con la logica del profitto, ma prevalentemente per la tutela della salute pubblica”. “Inoltre ritengo – dice Contarina - che continuare a considerare onesti professionisti italiani come persone appartenenti a "lobby intente a difendere le rendite di posizione", sia inaccettabile per chi, ormai, lotta ogni mattina per tirare su la serranda. Vorrei a tal proposito ricordare le centinaia di farmacie fallite negli ultimi tempi, e le migliaia sull'orlo del baratro”. “Se si vuole cedere il mercato dei farmaci dal singolo farmacista italiano alle grandi multinazionali estere o alle COOP lo si dica chiaramente,- conclude Contarina- ma non ci venite più a raccontare la favoletta della lobby e delle rendite di posizione perché lo ritengo offensivo verso una categoria che, pur attraversando una profonda crisi, continua a salvaguardare al massimo i posti di lavoro e a fornire sempre un servizio di altissimo livello ai cittadini italian”.

 

 

Fonte: federfarma Roma

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