Specializzazioni, occorrono regole precise e trasparenti

Redazione DottNet | 23/06/2015 16:49

«Oggi più che mai si avverte l’esigenza di stabilire regole precise e trasparenti per garantire un accesso meritocratico alle professioni sanitarie». Consulcesi Group torna a sostenere, con sempre maggiore forza, i medici del futuro: da quelli che provano ad accedere al corso di laurea a chi, dopo il Giuramento di Ippocrate, deve fare i conti con il percorso ad ostacoli che porta alle Specializzazioni..

Sono scaduti i termini per iscriversi alla nuova prova selettiva per accedere alle Scuole di Specializzazione. Ma sulla questione va avanti un lungo braccio di ferro tra i giovani medici ed il Miur: gli aspiranti specializzandi chiedevano più borse, ma soprattutto, sperano che non si ripetano le irregolarità degli ultimi anni, che hanno generato valanghe di ricorsi.
Proprio nelle scorse settimane è arrivata un’altra sentenza del Consiglio di Stato che con la VI sezione giurisdizionale ha accolto il ricorso presentato nei mesi scorsi da alcuni medici che avevano preso parte ai test, dando in questo modo il via libera all’ammissione con riserva dei ricorrenti, senza borsa di studio.
 
È invece delle ultime ore la notizia – relativa in questo caso alla facoltà di Medicina – della riammissione del Tar del Lazio di oltre mille studenti in tutta Italia. L’hanno spuntata i ricorrenti dell’aula 3 di Bari, dove nell’aprile 2014 fu trovato un plico manomesso e poi altri gruppi della “Federico II” di Napoli, oltre a piccoli gruppi di Roma “Sapienza”, “Roma Tor Vergata” e “Milano Statale”.
«Anche queste nuove sentenze confermano quanto sosteniamo da anni, aprendo la strada dei ricorsi che, sempre più spesso, danno ragione agli aspiranti camici bianchi. Da sempre chiediamo di rivedere l’ingresso a numero chiuso alla facoltà di Medicina – afferma il presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella – e fin da subito ci siamo schierati al fianco degli aspiranti specializzandi danneggiati dagli errori tecnici nei test. Lo abbiamo fatto scendendo in piazza al loro fianco e poi scrivendo una lettera aperta al ministro all’Istruzione Stefania Giannini, nella quale chiedevamo regole chiare sul concorso e graduatorie trasparenti.
 
"Scaduti i termini per la partecipazione agli esami per l'ammissione alle Scuole di specializzazione in medicina e restano aperti ancora molti problemi. Al netto dell'errore di inversione delle domande commesso dal Cineca, sono stati molti gli episodi denunciati dai partecipanti che hanno rivelato un clima tutt'altro che rigoroso e trasparente nelle sedi in cui si sono svolti gli esami. Dal parlottio dei partecipanti tra di loro alla presenza di telefonini; dal protrarsi delle procedure di identificazione dei candidati alla disparità d'inizio delle prove nelle diverse sedi. Non stupisce, quindi, che alla luce dell'esperienza dello scorso anno si siano create forti perplessità nei confronti del prossimo concorso". Lo dichiara Paola Binetti, deputata di Area Popolare in Commissione Affari sociali, che ha presentato numerose interrogazioni sul tema.
 
"L'aumento delle borse di studio messe a disposizione dei neolaureati è senz'altro un buon segnale: 6000 del Miur, 300 delle Regioni e 30 di altri enti. Ma solo domani sapremo che rapporto c'è tra concorrenti e numero di borse, perché fino a quando non si raccorderà il numero degli iscritti alla facoltà di medicina con il numero dei contratti previsti il gap continuerà a sussistere e saranno i giovani a pagare il prezzo più caro, con un eccessivo allungamento del tempo di inserimento professionale. Tra le riforme previste da questo governo i giovani professionisti della sanità meriterebbero maggiore attenzione nella programma dei loro itinerari di studio e di lavoro" aggiunge. "Ci auguriamo che il ministro Giannini sappia seguire questa seconda edizione dell'esame nazionale con maggiore rigore e maggiore cura dei dettagli, per piccoli che possano apparire, nessuno di loro è irrilevante all'ora di difendere un approccio che vuole essere rigorosamente meritocratico. Sarebbe assurdo averne tolto il controllo ai cosiddetti baroni universitari per consegnarlo all'insipienza burocratico-amministrativa", conclude Binetti.
 
 
fonte: consulcesi, senato

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