Anestesisti, no al termine sedazione: pazienti a rischio

Redazione DottNet | 24/06/2015 13:43

L'anestesia generale non è una semplice 'sedazione', ma un'operazione delicata che richiede dei precisi standard di sicurezza. Lo afferma una lettera alle istituzioni dell'associazione degli anestesisti (Aaroi) e delle principali società scientifiche del settore (siared, Siaarti e Siaatip), in cui si chiede che non venga usato più questo termine.

Per salvaguardare la salute dei pazienti, scrivono gli esperti, occorre chiarezza: le procedure operative mediche considerate "a bassa complessità" e "a bassa invasività" svolte in "NORA" (Non Operating Room), nelle quali sono chiamati a prestare la propria opera i medici specialisti in anestesia e rianimazione, prevedono un atto anestesiologico a tutti gli effetti che, in quanto tale, deve rispondere a tutti i requisiti di sicurezza previsti. Dalle associazioni vengono tre richieste.

"In primo luogo vietare la denominazione "sedazione" per tutti i casi in cui vengono utilizzati farmaci "ipnotici", che per loro specifica farmacodinamica non sono deputati ad un effetto sedativo, ma che sono da riservarsi all'anestesia generale. In secondo luogo vietare, e prevedere sanzioni in caso di abuso, l'utilizzo di farmaci riservati ai medici specificatamente individuati dalla farmacopea ufficiale a soggetti da essa non autorizzati. Infine di predisporre al più presto, e quindi vigilare adeguatamente sulla loro effettiva presenza e sul loro rispetto, adeguati requisiti minimi strutturali, tecnologici, organizzativi, di dotazioni farmacologiche, di personale, modulati sulle esigenze specifiche delle diverse categorie delle cosiddette 'Non Operating Rooms'".

 

fonte: aaroi

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato