Emilia Romagna, farmacie contro la distribuzione diretta

Redazione DottNet | 24/06/2015 14:50

Farmacie emiliane contro le Asl che favoriscono la distribuzione diretta. L’intesa triennale sulla dpc rinnovata nel giugno scorso, infatti, avrebbe dovuto riequilibrare i pesi tra i due canali distributivi, con il progressivo ritorno in farmacia delle specialità che non abbisognano di somministrazione in ambiente protetto

Ci aveva messo la faccia persino la Regione, che nell’accordo si impegnava a prendere le aziende sanitarie una a una e convincerle a cambiare rotta. Poi però, a luglio, le dimissioni del presidente Vasco Errani e le successive elezioni portarono al governo una nuova Giunta (e un nuovo assessore alla Salute) e i patti persero di vigore. Risultato, l’Asl Romagna, le aziende sanitarie dell’Area vasta Emilia Nord e Bologna sono tornate alla diretta a pieno regime.

I titolari in ogni caso non intendono restarsene a guardare:  è in programma un incontro tra i vertici di Federfarma regionale e l’assessore alla Salute, Sergio Venturi, nel quale il sindacato intende chiedere il rispetto dei patti. «Pretenderemo impegni precisi» spiega il presidente, Domenico Dal Re «altrimenti scatterà la protesta, secondo modalità già decise dall’assemblea regionale. Giornate di chiusura che coinvolgeranno le farmacie di tutte le province, per solidarietà verso quelle zone dove la diretta è più forte, e ritorsioni a tutto campo: dove le Asl insistono sulla diretta, noi sposteremo dalla dpc alla convenzionata».

In questa battaglia, oltretutto, le farmacie possono contare sul sostegno di un ampio schieramento di forze politiche locali. Testimonia l’ordine del giorno approvato venerdì dal consiglio comunale di Ravenna su iniziativa di Sel, che invita sindaco e giunta a intervenire nei confronti dell’Asl Romagna perché attui l’intesa dell’anno scorso per la valorizzazione della dpc.

 

 

fonte: federfarma

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