Taglio sanità, salta il prontuario e sì all'extra tetto pay back

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 25/06/2015 15:41

Saranno i farmaci il nodo del taglio da 2,35 miliardi per la Sanità fermo in Conferenza Stato-Regioni. La risposta definitiva arriverà con ogni probabilità il prossimo 2 luglio. Nei contenuti, il testo dovrebbe essere sostanzialmente quello riveduto e corretto più volte nel corso degli incontri tra ministero e governatori.

Come detto, tutto si gioca sulla partita farmaci, con il mantenimento in versione soft della misura più calda: il ripristino via payback in capo alle farmaceutiche dell’extratetto rispetto al Fondo da 500 mln inserito nella legge di Stabilità per i farmaci innovativi. Ma non è tutto: salta anche la revisione del prontuario, mentre resta al centro dell'attenzione la contrattazione dei prezzi tra Aifa e imprese.


 

A questo punto si parla di un decreto legge la cui urgenza sarebbe giustificata dalle misure straordinarie e tarate su Roma per il Giubileo e la gestione degli interventi sanitari col vantaggio di mandare subito a regime l’intervento sulla spesa (che arriva già con estremo ritardo a metà anno, mentre avrebbe dovuto essere operativo da gennaio), mentre i contenuti sarebbero poi travasati nel Dl Enti locali; secondo la seconda ipotesi, la manovrina diventerebbe subito un emendamento allo stesso Dl Enti Locali, ma in questo caso dovrebbe aspettare mesi per entrare in vigore.


 

In ogni caso il consenso sui tagli dovrebbe essere assodato: c’è a quanto pare l’assenso del ministero sui contenuti ma soprattutto la fretta di portare a casa un taglio che altrimenti andrebbe a pesare come una zavorra sui conti regionali. Con effetti ancor più deleteri di quelli paventati in questi mesi dai governatori contrari all’Intesa. Lo stesso Veneto, da sempre sull’Aventino, si asterrebbe dal partecipare alla Conferenza Stato-Regioni che il 2 luglio darà il via libera all’Intesa. Mentre anche i nuovi governatori - Da Toti per la Liguria a Emiliano per la Puglia - non dovrebbero riservare sorprese. Con la benedizione di Chiamparino, dimissionario sempre il 2 luglio «per foma e per sostanza», come lui stesso ha annunciato, ma in via di riconferma.


 


 

Fonte: sole24ore

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